10/01/2023, 08.55
GEORGIA
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Tbilisi: crescono pressioni per la grazia all’ex presidente Saakašvili

di Vladimir Rozanskij

Manifestazioni nel Paese e all’estero. L’attuale capo di Stato Zurabišvili prende però tempo. Senza la liberazione di Saakašvili si allonana la possibilità di ingresso nella Ue. Il Sogno Georgiano al potere vuole proprio questo: alimentare un “consenso nazionalista che vuole la Georgia al di fuori di tutto”.

Mosca (AsiaNews) – Con lo slogan #FreeMisha, nei giorni scorsi in oltre 40 città di tutto il mondo si sono tenute manifestazioni di solidarietà per l’ex presidente georgiano Mikhail Saakašvili. I partecipanti hanno chiesto la sua scarcerazione e cure adeguate all’estero, soprattutto dopo le informazioni su un suo possibile avvelenamento in carcere. Le richieste si rivolgono alla presidente della Georgia Salome Zurabišvili, affinchè conceda la grazia al suo predecessore.

In un briefing Zurabišvili ha commentato: “La mia risposta ci sarà quando ci sarà”, deludendo le attese, ma senza chiudere del tutto la porta alla prospettiva di un atto di clemenza. Molti si chiedono come si potrà uscire da questa crisi,

In un’intervista a Ekho Kavkaza il politologo Kakha Gogolašvili, direttore del Centro per le ricerche europee del Fondo Rondeli di Tbilisi, ricorda che la presidente ha ripetuto più volte che “non concederà mai la grazia al terzo presidente della Georgia”. Durante i suoi viaggi in Europa molti leader di vari Paesi le hanno chiesto però di rivedere la sua posizione. Zurabišvili ha cercato di sviare, affermando di non averi i poteri necessari, e che devono prima concludersi le procedure giuridiche nei tribunali. Allo stesso tempo “sa bene che se Saakašvili morisse, tutta la responsabilità ricadrebbe su di lei, più ancora che su partito del Sogno Georgiano”, oggi al potere.

Saakašvili ha scritto in questi giorni una lettera di ringraziamento al finanziere Usa William Browder, che lo ha sostenuto in modo aperto, chiedendogli di non attendere la sua morte per aiutare i georgiani a compilare una propria “lista Magnitskij”. Browder è noto per aver intitolato all’avvocato russo Sergej Magnitskij, morto in carcere a Mosca nel 2009 dopo aver denunciato la corruzione dei burocrati putiniani, una iniziativa di sostegno alle vittime del potere in tutto il mondo.

La Georgia è da tempo spaccata in due fronti irriducibili, e la figura dell’ex presidente ne rappresenta il motivo simbolico della contesa, mentre Zurabišvili cerca di ritagliarsi il ruolo dell’arbitro al di sopra delle parti. Gogolašvili crede che “alla fine la presidente si deciderà per la grazia, ma con molta circospezione e lentezza, aspettando il momento opportuno e cercando di ottenere il massimo consenso da parte della popolazione”.

La vera questione rimane quella del rapporto con l’Europa, “vitale per la sopravvivenza della Georgia, non solo per quella del presidente prigioniero”, afferma Gogolašvili. Se la presidente concederà la grazia a Saakašvili, e riuscisse a farlo uscire dal Paese e farlo rimettere in salute, “l’Unione europea quasi certamente chiuderebbe un occhio sulle insufficienti risposte alle 12 condizioni poste per ottenere il ruolo di candidato”. Al contrario, se anche tutte le richieste fossero soddisfatte pienamente, la questione di Saakašvili rimarrebbe come un insormontabile macigno per ottenere il risultato sperato.

Il Parlamento Ue ha rivolto tempo fa un appello in favore della liberazione dell’ex presidente georgiano, appoggiato dalla stragrande maggioranza dei deputati. In realtà, mentre si svolgevano le manifestazioni a favore di Saakašvili, c’è stato anche un raduno di persone contrarie alla grazia davanti al palazzo presidenziale di Tbilisi, e come afferma il politologo “sono proprio gli esponenti di quella parte politica e sociale che non vuole l’ingresso della Georgia nella Ue”.

Uno di questi anti-europei sembra essere il sindaco della capitale, l’ex calciatore Kakha Kaladze, “al quale non interessa nulla se noi entriamo o no in Europa, tanto lui sta bene dov’è, può andare in qualunque Paese europeo, non gli manca la fama né il denaro”. I politici del Sogno Georgiano al potere, spiega Gogolašvili, preferiscono mostrarsi “superiori a queste questioni” per alimentare un “consenso nazionalista che vuole la Georgia al di fuori di tutto”.

L’esperto invita però a “pensare alle prossime generazioni, ai nostri figli e nipoti”. Quella attuale ha attraversato molte difficoltà, ma deve garantire al Paese “di non sottostare a continue minacce alla propria indipendenza e integrità”, altrimenti la repubblica della Georgia scomparirà nel gorgo delle reciproche invasioni e delle guerre tra Oriente e Occidente.

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