30/09/2008, 00.00
IRAN-SIRIA-AIEA
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Teheran e Damasco candidate per il Consiglio dei governatori del’AIEA

All’apertura dell’assemblea dell’Agenzia, ieri a Vienna, ElBaradei afferma che non si possono escludere finalità militari del programma atomico di Teheran. Gli Stati islamici preparano una mozione di condanna per il nucleare israeliano.
Vienna (AsiaNews/Agenzie) – L’Iran spera di entrare tra i 35 membri del Consiglio dei governatori  dell’AIEA, l’agenzia dell’Onu per l’energia atomica. In base alla distribuzione geografica degli incarichi, infatti, terminato il triennio del Pakistan in tale organismo, va eletto un altro Paese del gruppo Medio oriente-Asia del sud (MESA). E, a quanto sostengono alcuni diplomatici, candidati del gruppo sarebbero Iran, Siria, Afghanistan e Kazakhstan. Il voto dovrebbe avvenire nel corso dell’attuale assemblea dei 145 Stati membri, apertasi ieri a Vienna.
 
Ma proprio ieri, all’apertura dei lavori, il direttore generale dell’AIEA, Mohamed ElBaradei, ha affermato di non poter escludere risvolti militari del programma nucleare iraniano e ha chiesto a Teheran di “accrescere le misure di trasparenza” su tale programma, in modo da “dare fiducia alle sue finalità esclusivamente pacifiche”. Sabato scorso, inoltre, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha nuovamente approvato le sanzioni in atto contro l’Iran in quanto continua ad arricchire  combustibile nucleare e ha ribadito di non volersi fermare.
 
Quanto alla Siria, è ancora in corso il tentativo della stessa AIEA di capire le finalità dell’impianto bombardato dagli israeliani nel settembre 2007: reattore nucleare per Usa e Israele o normale istallazione militare per i siriani.
 
All’assemblea di quest’anno, inoltre, dovrebbe nuovamente essere presentata una mozione, proposta nei due anni passati dai Paesi islamici, che chiede a tutte le nazioni del Medio Oriente di non sviluppare o testare armi nucleari e di “astenersi da ogni azione” contraria alla libertà della regione dal nucleare. La mozione, secondo l’agenzia iraniana Fars, dovrebbe ottenere l’appoggio dei Paesi non allineati, oltre che di quelli musulmani.
 
Dal momento che Israele è attualmente l’unica - non ufficiale – potenza nucleare del Medio Oriente, la risoluzione è vista dagli israeliani come un gesto ostile. “Tra gli sponsor della risoluzione – ha osservato il direttore della Commissione israeliana per l’energia atomica, Shaul Chorev – ci sono Stati che neppure riconoscono Israele e vogliono anche il suo annientamento”. “Qual è – ha aggiunto - la posizione morale di sponsor di questo progetto che non riconoscono il diritto all’esistenza di Israele, mentre criticano la politica israeliana che mira a garantire la sua esistenza?”.
 
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