31/08/2004, 00.00
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Università: un lusso che costa la vita

di Li Yong-Yan*

Nella nuova Cina del progresso economico, il costo per mandare un figlio all'università è di circa 1000 dollari all'anno. Con il governo che ha tagliato ogni aiuto agli studenti, l'unica via di uscita per i genitori è il suicidio o la vendita di organi.

"Figlio mio, quando tu leggerai questa lettera, non sarò più in questo mondo. Questo è perché mi è impossibile affrontare le spese per mandarti all'università. Mi vergogno troppo di stare davanti a te. Tutto quello che posso fare è pagare con la morte per la mia colpa".

Queste sono le parole di Sun Shoujun, un contadino della Cina del nord-est, scritte prima di bere una dose di pesticida, lo scorso 1 agosto. Subito dopo, Sun ha preso tutti i suoi averi – 52 yuan (7 dollari circa) – e li ha appoggiati sopra la sua lettera di suicidio, chiudendo gli occhi per l'ultima volta. Tre giorni prima, suo figlio Sun Dapeng aveva ricevuto la lettera di accettazione per entrare all'università locale. All'esame di ammissione nazionale aveva ricevuto un punteggio sufficiente, aveva vinto la possibilità di un futuro luminoso. Ma la lettera di ammissione conteneva anche una fattura per 5.308 yuan ( circa 640 dollari) come spese di iscrizione.

Il caso di Sun Shoujun non è isolato. Una settimana prima Lin Bingxin, 42 anni, del Fujian, non poteva pagare le spese di entrata per il figlio all'università. E così ha bevuto del veleno per topi e ha messo fine alla sua vita. Un anno fa, il pensiero di non essere in grado di pagare le spese del liceo per la figlia, ha spinto Jing Tongshi, di Yulin (Shanxi), ad uccidersi col veleno.

Come mai l'educazione universitaria è divenuta causa di morte? Per un fatto: le università della Cina stanno diventando sempre più care. La percentuale dell'incremento è molto più alata della percentuale di aumenti dei redditi per un gran numero di famiglie, specialmente nel mondo rurale. Un esempio: quest'anno all'università di Fuzhou  le tasse di iscrizione sono di 5.460 yuan, il 40% in più rispetto all'anno scorso.

In media le tasse universitarie sono aumentate di 6 o 7 volte rispetto al 2000. Nello stesso periodo, il reddito delle famiglie urbane è cresciuto da 6.300 yuan a 8.480 yuan; quello dei contadini da 2.250 a 2.630. Per persone come Sun, i costi sempre crescenti dell'educazione sono tali che egli dovrebbe lavorare per due anni solo per ammettere il figlio a un anno di studi universitari. E tutto questo senza spendere altri soldi per i bisogni essenziali della famiglia.

È chiaro che c'è qualcosa di sbagliato. Prima della loro venuta al potere, i comunisti attaccavano il governo nazionalista per la sua cecità verso le ingiustizie sociali, in cui figli di famiglie povere non potevano nemmeno pensare di andare a scuola.

Nel 1952 il nuovo governo [di Mao –ndr] fa sì che per la classe operaia tutte le spese universitarie siano gratis. Questo è durato fino alla metà degli anni '90 quando il governo, preoccupato per l'economia stagnante, ha trasformato l'educazione in un'operazione commerciale, rendendola "un nuovo motore per la crescita". In tal modo la Cina ha cominciato nel '94 a sperimentare ammissioni universitarie pagate e nel '96 ha eliminato le iscrizioni gratuite all'università.

Il bilancio annuale dell'educazione è circa il 3,3% del prodotto interno lordo; la media mondiale è del 4,4%. Nella lista delle spese nazionali per l'educazione, la Cina è al di sotto delle Filippine e di diversi paesi africani, anche se a parole il partito afferma l'importanza dell'istruzione.

Non trovando nessun aiuto, alcune persone scelgono di finirla con un bicchiere di pesticida. Altri rifiutano di darsi per vinti. Zhang Xi è stata ammessa in una università di Pechino che chiede 8 mila yuan come retta annuale. Per raccogliere i solid la madre si è messa davanti all'entrata dell'ospedale della sua città con un cartello: "In vendita: il mio rene per la retta di mia figlia".

 

*Li Yong-Yan è un analista della politica e dell'economia cinese (tratto dal South China Morning Post)

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