Xi a Pyongyang riafferma la 'storica alleanza' (e non parla più del nucleare)
La visita di due giorni a Pyongyang è arrivata dopo la riapertura dei collegamenti ferroviari ed aerei tra i due Paesi, interrotti dalla pandemia. Pechino rimane il principale partner economico della Corea del Nord, ma oggi deve fare i conti con la 'concorrenza interna' di Mosca rafforzata dagli accordi legati al conflitto in Ucraina. A differenza di quanto avvenne nel 2019 il leader cinese non ha fatto più alcun riferimento alla denunclerizzazione della penisola coreana.
Pyongyang (AsiaNews/Agenzie) – Sì è conclusa oggi con la scontata affermazione sul consenso di entrambi i Paesi al rafforzamento delle reciproche relazioni, la visita del presidente cinese Xi Jinping a Pyongyang, dove ha incontrato il suo omologo Kim Yong-un.
Accompagnato dalla moglie Peng Liyuan e da alti funzionari, Xi Jinping ha compiuto la sua prima visita ufficiale in Corea del Nord dal 2019 e il primo viaggio fuori dai confini nazionali dall’inizio del 2026. Il leader cinese ha dichiarato che l'obiettivo della visita era portare i rapporti bilaterali “a un nuovo livello” ed è giunta subito dopo gli importanti incontri internazionali ospitati da Xi a Pechino, tra cui quelli con il presidente statunitense Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin.
Le immagini diffuse dai media statali hanno mostrato Xi e Kim sorridenti tra tappeti rossi, onori militari e grandi folle in festa. I due leader hanno concordato di consolidare ulteriormente l'amicizia e la cooperazione tra Cina e Corea del Nord. Xi ha sottolineato la necessità di intensificare gli scambi diplomatici, la cooperazione tra le forze dell'ordine e quella militare, oltre ad ampliare i rapporti economici. Ha inoltre evidenziato l'importanza della recente riapertura dei collegamenti ferroviari, aerei e di frontiera tra i due Paesi, sospesi per anni a causa della pandemia.
La Cina rimane il principale partner economico della Corea del Nord e rappresenta quasi la totalità del commercio estero nordcoreano. La ripresa dei collegamenti diretti tra Pechino e Pyongyang è considerata un segnale concreto del rafforzamento delle relazioni.
Un aspetto significativo del vertice riguarda la questione nucleare nordcoreana. Nei comunicati ufficiali non è stato fatto alcun riferimento al programma nucleare di Pyongyang, nonostante il Paese sia soggetto a sanzioni internazionali proprio per lo sviluppo delle sue armi atomiche. Questo silenzio è stato interpretato da alcuni analisti come un segnale implicito di accettazione, da parte della Cina, dello status nucleare della Corea del Nord. E marca una differenza rispetto all’ultima visita di Xi a Pyongyang nel 2019, quando dichiarò che la Cina avrebbe lavorato per la denuclearizzazione della penisola coreana.
Kim Jong Un ha più volte dichiarato di non voler rinunciare al proprio arsenale nucleare, mentre sua sorella ha definito tale programma una “linea da cui non si può tornare indietro”. In cambio, secondo gli osservatori, Pyongyang avrebbe ribadito il proprio sostegno al principio dell’“Unica Cina”, sostenendo la posizione di Pechino sulla questione di Taiwan.
A livello generale ad aver colpito gli osservatori è il contesto in cui la visita è avvenuta: nelle sue cronache, ad esempio, l’agenzia Reuters ha messo l’accento sul numero crescente di automobili private in circolazione a Pyongyang, insieme a un boom edilizio e a un aumento di nuovi servizi e ristoranti. Sarebbero i benefici economici portati in Corea del Nord dal rapporto sempre più stretto tra Kim Jong-un e la Russia, che ha acquistato armi nordcoreane e ha impiegato soldati nordcoreani nella guerra in Ucraina. A cui va aggiunta anche la progressiva uscita di Pyongyang dalla retorica dell’isolamento, con le nuove relazioni anche con Paesi come la Bielorussia e il Vietnam di cui parlavamo su AsiaNews qualche settimana fa. In questo senso, dunque, la visita di Xi va letta anche come un passo di Pechino per non perdere posizioni con lo “storico alleato”, in una partita che si sta facendo molto più complessa rispetto a qualche anno fa.
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