Pyongyang annulla le riunificazioni familiari: Il Sud ci è ostile
Il regime dei Kim, dopo la politica di distensione delle ultime settimane, compie l'ennesima giravolta e rimanda "a tempo indeterminato" gli incontri fra i familiari divisi dalla guerra del 1950. Secondo alcune fonti, alla base ci sarebbe lo scandalo del Nis a Seoul.

Seoul (AsiaNews) - Il governo della Corea del Nord ha annullato e rimandato "a tempo indeterminato" le riunificazioni fra le famiglie divise dalla guerra del 1950. Pyongyang non ha fornito alcuna motivazione per la decisione, che contrasta con la distensione delle ultime settimane, ma ha accusato "i conservatori" del Sud di "essere ostili" nei confronti del Nord. Per il momento Seoul non ha commentato l'accaduto.

Sono circa 73mila i sudcoreani che vogliono riabbracciare le proprie famiglie rimaste al Nord. Dei sopravvissuti alla guerra, il 9,3 % ha più di 90 anni; il 40,5 % più di 80 anni e il 30,6 % più di 70 anni. Nel discorso pronunciato il 15 agosto in occasione della Festa della liberazione della Corea (dal Giappone), la presidente Park Geun-hye ha sottolineato che sarebbe "disumano" non consentire a queste persone di "salutare per l'ultima volta" i propri familiari. Le riunificazioni dovevano ripartire fra il 19 settembre (il Chuseok, la "Festa del Ringraziamento" coreana) e questa mattina.

Secondo alcuni analisti, alla base della decisione - che contrasta con la riapertura del complesso industriale intercoreano di Kaesong - ci sarebbe lo scandalo che ha travolto il Nis, i servizi segreti di Seoul. Questi, come accusa la Chiesa coreana, avrebbero falsato le ultime elezioni presidenziali, lanciato un programma capillare di controllo della popolazione e venduto all'estero alcuni dossier sensibili sulla Corea del Nord.

 

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