India, il dibattito sull’intolleranza al centro della sessione invernale del Parlamento
I leader di opposizione hanno programmato discussioni sulla crescente intolleranza nel Paese in entrambe le Camere. Star di Bollywood esprimono preoccupazione per il clima di violenza. Ministro dell’Interno scatena reazioni politiche per aver detto che Ambedkar non riteneva “necessario” inserire nella Costituzione i termini “laicità” e “socialismo”.

New Delhi (AsiaNews) – Oggi entra nel vivo la sessione invernale del Parlamento indiano, che si è aperta la settimana scorsa con un omaggio al 125mo anniversario della nascita di B.R. Ambedkar, uno dei padri fondatori della nazione. L’attenzione da giorni è concentrata sul tema dell’intolleranza, con i partiti di opposizione che hanno programmato una serie di discussioni in entrambe le camere dell’Assemblea.

La sessione invernale del Parlamento è iniziata lo scorso 26 novembre e nei primi due giorni si sono svolte le celebrazioni per l’anniversario della Costituzione e per ricordare il suo principale artefice Ambedkar, che nel 1949 presiedeva la commissione che ha approvato la Carta fondamentale. Da subito il dibattito si è focalizzato sul tema della crescente intolleranza presente nel Paese, in seguito al linciaggio dell’uomo musulmano a Dadri e delle ripetute contestazioni di intellettuali di spicco che denunciano il clima di violenza e restituiscono prestigiosi premi.

La scorsa settimana anche alcune star di Bollywood si sono unite alle denunce, in particolare l’attore Aamir Khan che ha espresso preoccupazione per le aggressioni contro le minoranze. L’intervento di una delle icone del cinema indiano ha scatenato la reazione anche di alcuni leader politici del Bjp (Bharatiya Janata Party, partito nazionalista indù), che lo hanno invitato a lasciare il Paese se “non è soddisfatto dell’ambiente in cui vive”.

I commenti avvelenati hanno alimentato un clima già teso, con leader politici di fazioni opposte che lanciavano accuse di intolleranza reciproca. L’esponente più contestato è stato Rajnath Singh, ministro dell’Interno dell’Unione, che intervenendo all’apertura dei lavori parlamentari ha detto: “La parola più abusata nel Paese è ‘laicità’. Bisogna smetterla. A causa dello sfrenato abuso della parola si sono verificati episodi di tensione nella società”. E poi ha aggiunto che Ambedkar “non credeva fosse necessario aggiungere i termini ‘laicità’ e ‘socialismo’ nella Costituzione [inseriti solo nel 1976 – ndr] perché questi appartengono allo spirito indiano”.

Le dichiarazioni del ministro dell’Interno hanno provocato la furia delle opposizioni – con in testa il Congress – che ha calendarizzato interventi e discussioni sul tema sia alla Lok Sabha (Camera bassa) sia alla Rajya Sabha (Camera alta). Sonia Gandhi, leader del Congress, ha dichiarato: “Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una violazione totale dei valori costituzionali”.

Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), commenta ad AsiaNews: “Invece di concentrare l’attenzione sul ruolo fondamentale svolto da Ambedkar nella redazione della Costituzione, il ministro dell’Interno dell’India ha deciso di iniziare una discussione sul termine ‘laicità’. Esponenti politici del governo stanno facendo dichiarazioni settarie. Bhimrao Ambedkar è l’architetto della Costituzione e si è battuto contro la discriminazione sociale e ha lavorato in modo incessante per eliminare il male nella società e risollevare le condizioni di poveri, emarginati e oppressi”.

(Ha collaborato Nirmala Carvalho)

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