Madhya Pradesh, una suora arrestata (e rilasciata) per ‘conversioni forzate’
di Nirmala Carvalho

Suor Bina Joseph e quattro ragazze rimaste in custodia della polizia ferroviaria per 12 ore. Rilasciate dopo l’interrogatorio. La denuncia da parte dei giovani fondamentalisti indù del Bajrang Dal e Matrushakti. Vescovo di Bhopal: “L’atteggiamento degli agenti è da condannare”.


Bhopal (AsiaNews) – Una suora cattolica e quattro ragazze che erano in sua compagnia sono state arrestate ieri sera mentre erano sul treno Shipra Express diretto a Bhopal, in Madhya Pradesh. Provenienti dallo Stato del Jharkhand, le donne sono state fermate alla stazione di Satna dalla polizia ferroviaria statale e fatte scendere dal convoglio. Contro suor Bina Joseph, della congregazione delle Carmelitane di santa Teresa, i fondamentalisti indù di Bajrang Dal [ala giovanile militante del Vishwa Hindu Parishad (Vhp), ndr] e Matrushakti (ramo femminile del Vhp) hanno presentato una denuncia di conversioni forzate nei confronti delle ragazze. Ad AsiaNews mons. Leo Cornelio, arcivescovo di Bhopal, condanna “con forza le molestie degli elementi radicai che professano la loro fedeltà e alleanza politica con il partito di governo [Bjp, Bharatiya Janata Party – ndr]. Tutto ciò è assolutamente sbagliato e va contro la libertà di ogni cittadino indiano”.

L’arcivescovo lamenta che la suora “stava viaggiando su un mezzo di trasporto pubblico, quando è stata vittima di molestie, intimidazione e umiliazione da parte delle polizia. Il comportamento degli agenti è da condannare”. Infatti la religiosa e le giovani sono rimaste in custodia degli agenti per almeno 12 ore, prima di essere trasferite presso la stazione di polizia di Satna. Qui Balbeer Raman, il magistrato incaricato della vicenda, ha detto che “le accuse contro la suora non sono state provate. Le sue accompagnatrici sono tutte cristiane. Non possiamo aprire un caso solo perché lo vogliono gli attivisti del Bajrang Dal”. In seguito all’interrogatorio, suor Bina e altre tre ragazze sono state rilasciate, mentre la quarta (minorenne) è stata accompagnata in un centro per minori in attesa dei genitori.

Dal canto loro, i fondamentalisti continuano a ribadire la colpevolezza della suora. Meenakshi Nema, del gruppo Matrushakti, ha raccontato a The Indian Express come si sarebbero realmente svolti i fatti: “Abbiamo avuto una soffiata che 30 ragazze venivano trasportate per le conversioni. Ma quando esse hanno avvertito il pericolo, si sono sparpagliate in altri compartimenti. Noi abbiamo acciuffato quelle che erano scese dal treno per riempire le bottiglie d’acqua. Dopo una iniziale ammissione di conversione, le donne hanno ritrattato”.

Mons. Cornelio denuncia “l’atteggiamento dei gruppi estremisti affiliati al partito di governo che colpiscono la minoranza cristiana con ogni mezzo subdolo. Il governo non sta facendo abbastanza per arginare questi gruppi, che traggono vantaggio dal fato che il Bjp è al potere e la legge anti-conversione viene abusata in Madhya Pradesh. Nello Stato ai cristiani vengono attribuite false accuse di conversioni estorte con la forza”.

Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), aggiunge: “Il Gcic contesta l’eccesso della polizia contro i cristiani. La suora non stava facendo nulla di illegale o criminale. Il clima di impunità che circonda i fanatici dello zafferano mette in pericolo la vita della minuscola popolazione cristiana dello Stato, che è stato uno dei primi ad approvare il Madhya Pradesh Freedom of Religion Act(1968), modificato nel 2013”. Il leader cristiano spiega che la legge obbliga “chiunque voglia convertirsi ad ottenere in precedenza il permesso di un agente distrettuale e commina il carcere per le conversioni forzate”. Poi ricorda che l’arresto di ieri non è il primo episodio di questo tipo. A maggio 11 cristiani sono stati denunciati per “rapimento e conversioni forzate” per aver accompagnato alcuni bambini ad un centro estivo.

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