Dopo le critiche dei riformisti, Rouhani nomina tre donne vice-presidenti

Una quarta rappresentante femminile ricoprirà l’incarico di assistente in tema di diritti civili. In Iran vi sono 12 vice, che guidano organismi e istituzioni legate alla presidenza. Si attende la ratifica del Parlamento. Un via libera scontato, perché le nomine chiave sono state approvate da Khamenei.


Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha nominato tre vice-presidenti donna; una quarta esponente del gentil sesso ricoprirà l’incarico di assistente in tema di diritti civili. Una risposta del leader della Repubblica islamica alle critiche sferrate ieri da intellettuali, attivisti ed esponenti dell’ala riformista - fra i quali vi sono anche suoi sostenitori - per aver nominato un esecutivo formato da soli uomini. 

In Iran vi sono 12 vice-presidenti, ai quali è affidata la conduzione di organismi e istituzioni legate alla presidenza.

Dalla rivoluzione islamica del 1979, in Iran una sola donna ha ricoperto la carica di ministro della Repubblica. Nella squadra di governo, che attende ora l’approvazione del Parlamento, si nota anche l’assenza di sunniti, il 10% del totale nel più importante e popoloso Paese musulmano sciita.

Masumeh Ebtekar è stata scelta come vice-presidente con delega alla famiglia e alle questioni delle donne; Laya Joneydi è vice-presidente per gli Affari legali; Shahindokht Mowlaverdi è assistente del presidente per i diritti civili. 

Mowlaverdi ha sottolineato che la squadra di governo di soli uomini mostra che l’Iran sta cercando di “restare a galla”. Sia lei che la collega Ebtekar ricoprivano già la carica di vice-presidente durante il primo mandato del presidente Rouhani. 

I riformisti ritengono che la mancanza di diversità nel nuovo governo sia un segno che Rouhani è oggetto delle pressioni dell’establishment religioso iraniano. I parlamentari non dovrebbero sollevare obiezioni in merito alle nomine, anche perché i ruoli chiave del governo sono indicati dietro approvazione dell’autorità suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei.

Rouhani ha da poco iniziato il secondo mandato in seguito alla vittoria elettorale del maggio scorso, in cui ha sconfitto il rappresentante dell’ala conservatrice Ebrahim Raisi; egli ha assicurato un miglioramento nei diritti civili e nelle libertà personali, oltre che la ricostruzione dei legami con l’Occidente.

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