Sterilizzazioni forzate, vittime contrarie ai risarcimenti offerti da Tokyo

Se approvato, un provvedimento riconoscerebbe a ciascuno 3,2 milioni di yen e scuse ufficiali. Tra il 1948 ed il 1996, circa 25mila persone sono state sottoposte a procedure di eugenetica. Le associazioni protestano: il disegno di legge non indica chi si scusa ed i compensi sono inadeguati.


Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Le vittime delle sterilizzazioni forzate nell'ambito di una politica eugenica del dopoguerra criticano la proposta di legge sulle riparazioni, affermando che il piano è “tristemente insufficiente in termini di compensazione e responsabilità”. Un gruppo di parlamentari ed esponenti del governo giapponese ieri si sono accordati su un provvedimento che riconoscerebbe a ciascuna vittima di 3,2 milioni di yen (29mila dollari Usa) e scuse ufficiali. Si ritiene che circa 25mila persone siano state sottoposte a procedure di sterilizzazione forzata ai sensi dell’Eugenic Protection Act (Legge sulla protezione eugenetica).

Approvata nel 1948 e in vigore fino al 1996, la norma si poneva l’obiettivo di “prevenire la nascita di discendenti imperfetti”. Un dottore doveva determinare la necessità di un’operazione, che veniva poi confermata da un comitato a livello di prefettura. Per effettuare le operazioni chirurgiche forzate veniva permesso l'uso di restrizioni fisiche, anestesia e inganno. La legge è stata sostituita dalla Maternal Health Act (Legge sulla salute materna) del 1996, in cui non sono presenti disposizioni di eugenetica.

Nonostante le critiche delle vittime, il comitato che ha redatto il disegno di legge sulle compensazioni dovrebbe presentare la proposta al parlamento in aprile, nella speranza che sia approvato entro la fine del mese. L'accordo è arrivato dopo che le vittime hanno intentato azioni legali in tutto il Paese contro il governo. Le associazioni affermano che la legge di protezione eugenetica era incostituzionale, perché violava il loro diritto di decidere se avere figli.

Gli avvocati delle vittime avvertono che la proposta non porrà fine al contenzioso. Un problema, dichiarano, è che le scuse nel disegno di legge non indicano chiaramente chi si scusa. Nel testo del documento, è usato un generale “noi riflettiamo seriamente ed esprimiamo una scusa sincera" per “l'enorme sofferenza fisica e psicologica subita” dalle vittime. “Considerando il fatto che lo Stato ha commesso gravi violazioni dei diritti umani basate su una legge incostituzionale, il soggetto che ha offerto le scuse avrebbe dovuto essere lo Stato”, riferisce uno degli avvocati.

Anche l'importo della compensazione delineato nella legislazione è considerato inadeguato. “Gli individui avevano il diritto di decidere generare e allevare minori violati, quindi un pagamento una tantum di 3,2 milioni di yen non farà nulla per riparare il danno fatto”, denuncia l’avvocato Koji Niisato (nella foto a sinistra). Molti dei querelanti chiedono al governo centrale compensi tra gli 11 ed i 38,5 milioni di yen.

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