India, 50 milioni di donne delle aree rurali non lavorano dal 2005

La crisi del mercato del lavoro deriva dalla difficoltà del settore agricolo e da stigma sociali duri da abbattere. Il declino più consistente è nella fascia d’età 15-59. Nel periodo 2011-2012 l’impiego femminile è diminuito del 7%.


New Delhi (AsiaNews) – In India più di 50 milioni di donne delle aree rurali hanno abbandonato il mercato del lavoro, o non vi hanno proprio avuto accesso, dal 2005. Lo rivela l’ultimo rapporto del National Sample Survey Office (Nsso), un dipartimento del governo federale. L’ufficio riporta inoltre che nel periodo 2011-2012 l’impiego femminile è diminuito del 7%.

Le cause derivano sia dalla crisi del settore agricolo, dilaniato dalla piaga dei suicidi a causa dei debiti elevatissimi, sia da motivazioni politico-sociali. Secondo gli esperti, molte delle difficoltà dell’accesso del genere femminile al mercato del lavoro sono legate ad una discriminazione latente della società indiana: prima di tutto, vi è lo stigma che accompagna le donne delle campagne e dei villaggi che lasciano le mura domestiche in cerca di un lavoro.

La minor ricerca di lavoro deriva anche dalla maggiore volontà delle giovani di ricevere un’istruzione, salvo poi rendersi conto che il mercato del lavoro è saturo e dominato dagli uomini. Per questo, stando al rapporto, molte lavoratrici decidono di lasciare l’impiego, viste le disparità salariali e la forte competizione maschile.

Gli studiosi ritengono che il crollo dell’impiego femminile sia anche una conseguenza di alcuni shock monetari degli ultimi anni, come la demonetizzazione (l’abolizione delle banconote da 500 e 1.000 rupie).

I dati del sondaggio periodico della forza lavoro (Periodic Labour Force Survey) del Nsso, evidenziano che il declino più consistente è nella fascia d’età 15-59: nel 2004-2005 il tasso d’impiego era del 49,4%, sceso nel 2011-2012 al 35,8%, e giù ancora fino al 24,6% negli anni 2017-2018.

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