Sajan K George: In Uttar Pradesh cresce l’intolleranza verso i cristiani
di Nirmala Carvalho

È lo Stato indiano più popoloso, che registra il maggior numero di violenze di stampo religioso ed è al primo posto per le violenze contro i cristiani. Gruppi radicali indù penetrano anche nelle case private, interrompono servizi liturgici, fanno intervenire la polizia accusando pastori e fedeli di “conversioni forzate”.


Mumbai (AsiaNews) – “In Uttar Pradesh l’intolleranza verso la fede cristiana cresce ogni giorno. In più, i gruppi di destra aumentano i loro assalti verso le comunità cristiane vulnerabili”: lo dichiara ad AsiaNews  Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christian (Gcic), elencando una serie di arresti e pestaggi tutti motivati con la (falsa) accusa di “proselitismo” e “conversioni forzate”.

“Il 6 ottobre scorso – racconta – nel distretto di Mau (Uttar Pradesh), due innocenti pastori pentecostali sono stati rilasciati su cauzione, dopo che erano stati accusati falsamente di conversioni forzate. Due giorni prima, alcuni gruppi di destra [militanti nazionalisti indù -ndr] sono piombati nella casa del pastore Harilal, dove lui stata guidando un servizio di preghiera insieme al pastore Kalicharan. Sei membri del gruppo radicale, guidato da Chandan Singh, hanno interrotto il servizio e hanno cominciato a fotografare e filmare i cristiani presenti.

Poi, come se fossero stati già avvertiti, sono arrivati alcuni poliziotti che hanno accusato i pastori di conversioni forzate e li hanno arrestati. I radicali li hanno seguiti fino alla stazione di polizia, gridando slogan anti-cristiani e accuse di conversione. In seguito, i due pastori sono stati condotti davanti a un giudice, che li ha ancora interrogati su possibili conversioni forzate. Dopo la breve udienza, i due pastori sono finiti in prigione a Mau. Il 6 ottobre essi sono stati entrambi liberati su cauzione”.

Il presidente del Gcic è stupefatto per l’intrusione dei gruppi radicali in una casa privata: “Questi attacchi nello spazio sacro della casa di una persona non sono nuovi. I gruppi di destra agiscono come delle bande che vigilano sulle case delle minuscole comunità cristiane. Essi penetrano nelle loro case private e accusano i credenti di conversioni forzate. In tal modo questi poveri cristiani vengono arrestati e accusati secondo diverse sezioni del codice penale indiano. Questi scagnozzi estremisti hanno creato una situazione che in apparenza rispetta la legge, ma in realtà loro sono i primi a violarla”.

Sajan K George continua l’elenco delle violenze contro i cristiani: “Il 27 maggio scorso, sempre nel distretto di Mau, un gruppo di estremisti ha picchiato con brutalità un pastore protestante, che ha dovuto ricorrere alle cure ospedaliere. Motivo del pestaggio: sospetto di conversioni forzate!

A fine gennaio, dopo oltre due mesi di prigione, tre cristiani sono stati rilasciati su cauzione. Si tratta di Ajay Kumar, pastore di 23 anni, del suo collega Om Prakash, 20 anni, e di Kapil Dev Ram, un fedele di 62 anni. Anche loro sono accusati di conversioni forzate. E sono tutte accuse inventate”.

L’Uttar Pradesh, lo Stato indiano più popoloso (circa 200milioni di abitanti), è guidato dal Chief minister Yogi Adityanath, un santone famoso per le sue posizioni contro i cristiani e le altre minoranze religiose.

Secondo l’Institute for Leadership and Community Development, l’Uttar Pradesh è al primo posto fra gli Stati indiani per violenze di stampo religioso ed etnico. Il Violence Monitor, un mensile che monitora le violenze contro i cristiani, ha spesso messo l’Uttar Pradesh in vetta alle classifiche di episodi di violenza contro i cristiani.

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