Il card. Gracias incontra la Gandhi: Lavoriamo insieme per proteggere tutti gli indiani
di Nirmala Carvalho
L’arcivescovo di Mumbai e presidente della Conferenza episcopale (Cbci) spiega ad AsiaNews: "Un incontro non per chiedere favori speciali, ma per discutere di giustizia sociale per tutti". La Gandhi: “Apprezzo i servizi resi dalla comunità cattolica alla società”.

Mumbai (AsiaNews) - Libertà religiosa per tutte le minoranze; pari diritti per i dalit cristiani e musulmani; la controversa Food Security Bill: sono alcuni dei temi che il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente della Conferenza episcopale indiana (Cbci), ha discusso di persona con Sonia Gandhi, presidente della United Progressive Alliance (Upa), coalizione al governo in India. Ad AsiaNews il porporato spiega che l'incontro, avvenuto il 16 ottobre scorso, "è stato un'occasione non per chiedere favori speciali, ma solo giustizia, uguaglianza e protezione per tutti i cittadini, come garantisce la Costituzione del nostro Paese".

Durante il confronto il cardinale si è congratulato con il presidente dell'Upa per l'approvazione della Food Security Bill, definendo il decreto - che prevede la distribuzione di cibo a basso costo per 800 milioni di poveri - "un grande passo del governo verso la cura dei bisognosi e degli oppressi". La Gandhi ha assicurato all'arcivescovo che "le preoccupazioni espresse saranno affrontate in modo serio", e ha dichiarato di apprezzare "i servizi resi dalla comunità cattolica in molti campi, soprattutto quello dell'istruzione e della sanità".

Il cardinale specifica ad AsiaNews di voler "incontrare tutti i partiti del Paese", a dimostrazione che "la Chiesa non cerca privilegi, ma desidera solo esercitare i nostri diritti sanciti dalla Costituzione. L'India è la più grande democrazia laica al mondo, che attraverso la Carta garantisce all'intera popolazione tutti i diritti umani fondamentali. Come cristiani siamo parte integrante della società indiana".

Nel Paese la comunità cristiana rappresenta il 2,3% della popolazione. Tuttavia, sottolinea il presidente della Cbci, "la Chiesa si è dedicata senza sosta alla costruzione di questa nazione per centinaia di anni. Essa ha dato un grande contributo per il benessere generale della società, senza mai fare discriminazioni di casta o credo, e non è mai intervenuta in questioni che non le riguardavano. La nostra unica richiesta è di poter lavorare e vivere liberamente, secondo i diritti proclamati dalla Costituzione. E questi includono il diritto a praticare la propria religione". 

 

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