Obama, veto alla legge che rende imputabile l’Arabia Saudita per gli attentati dell’11 settembre

Il presidente Usa esprime “profonda solidarietà” ai familiari delle vittime. Tuttavia, conferma la contrarietà per una legge “lesiva degli interessi nazionali”. Riyadh aveva minacciato di strappare gli accordi economici con Washington. I promotori del testo annunciano battaglia: il veto può essere superato con i due terzi dei voti del Congresso. Favorevole la Clinton. 

 


Washington (AsiaNews/Agenzie) - Barack Obama ha posto il veto sulla controversa  legge approvata di recente dal Congresso Usa, che permette ai parenti delle vittime dell’11 settembre di citare in giudizio i Paesi sospettati di aver sostenuto gli attacchi. Fra questi vi è anche l’Arabia Saudita, alleato storico degli Stati Uniti nella regione mediorientale. In una nota la Casa Bianca sottolinea che il presidente degli Stati Uniti esprime “profonda solidarietà” con i familiari delle oltre 3mila persone uccise negli attentati; tuttavia, egli non può permettere il via libera a una norma [il  Justice Against Sponsors of Terrorism Act, ndr] che sarebbe “lesiva degli interessi nazionali”. 

L’Arabia Saudita è un alleato di lungo corso degli Usa. Dal regno wahhabita provengono 15 dei 19 attentatori che hanno compiuto gli attacchi dell’11 settembre negli Stati Uniti, in cui sono morte circa 3mila persone; tuttavia, non sono mai emersi in questi anni legami diretti dei vertici di Riyadh negli attacchi. 

La legge, che ha ricevuto il via libera dalla Camera e dal Senato, è stato oggetto di critiche anche da parte delle monarchie del Golfo, perché “contraddice le fondamenta e i principi delle relazioni fra Stati” e, in particolare, va a colpire “l’immunità giurisdizionale”. 

Obama si è sempre detto contrario alla sua approvazione, perché potrebbe renderebbe imputabili gli Stati Uniti in procedimenti intentati da governi stranieri. Inoltre, la legge rischia di incrinare ancor più i già delicati rapporti con Riyadh che ha criticato con forza la scelta dell’amministrazione Usa di stringere un accordo sul nucleare con l’Iran, nemico storico dei sauditi. 

Nelle scorse settimane il ministero saudita degli Esteri aveva minacciato di ritirare gli investimenti e i contratti economico-commerciali fra Riyadh e Washington. L’Arabia Saudita ha investito 750 miliardi di dollari nelle banche degli Stati Uniti. 

Intanto fra i promotori - molti dei quali compagni di partito del presidente - regna malumore e disapprovazione per la scelta di Obama. Il senatore democratico Chuck Schumer, che ha promosso in prima persona il testo di legge - di dice “contrariato” e annuncia nuove azioni parlamentari per superare il veto. “Se i sauditi non hanno fatto nulla di male - ha aggiunto - non hanno nulla da temere riguardo alla norma. Ma se sono colpevoli, devono rispondere dei crimini commessi”. 

Il veto di Obama potrà essere superato da una votazione congiunta di entrambe le Camere, che abbia almeno i due terzi dei consensi fra deputati e senatori. 

E proprio sul provvedimento legato alle stragi dell’11 settembre si era consumato il primo strappo fra l’attuale amministrazione e la candidata democratica alle presidenziali di novembre. Poco prima dell’annuncio di Obama, infatti, Hillary Clinton aveva annunciato che, in caso di elezione, avrebbe dato il suo via libera alla norma.

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