Seoul, 20 anni di carcere alla ex presidente Park Geun-hye

La procura chiedeva il ripristino di una condanna in primo e secondo grado a 30 anni. Uscirà dalla prigione nel 2039. È il quarto presidente sudcoreano a finire in cella: il suo predecessore Lee Myung-bak sta scontando una pena a 17 anni.  


Seoul (AsiaNews/Agenzie) – La Corte suprema ha confermato oggi la condanna a 20 anni di carcere alla ex presidente Park Geun-hye. La pena include il pagamento di una multa di 18 miliardi di won (13 milioni di euro). Il processo si chiude dopo tre anni di colpi di scena: la procura chiedeva il ripristino del primo verdetto, che aveva stabilito 30 anni di prigionia per corruzione, abuso di autorità e rivelazione di segreti di Stato.

La 68enne Park è figlia di Park Chung-hee, ex uomo forte del Paese. Primo presidente donna della Corea del Sud, e primo a subire l’impeachment, ella è stata rimossa dall’incarico nel 2017.

I procuratori l’hanno accusata di aver collaborato con la sua amica Choi Soon-sil per forzare decine di imprese – tra cui il gigante Samsung – a fare “donazioni” a due fondazioni controllate dalla Choi per un totale di 77,4 miliardi di won (58 milioni di euro).

Ai 20 anni di prigionia per corruzione se ne aggiungono altri due per aver interferito in modo illegale nei processi decisionali del Partito nazionalista Saenuri, al potere durante il suo mandato. Considerato il tempo già trascorso in carcere, Park finirà di scontare la sua pena nel 2039.

Park è il quarto presidente sudcoreano a essere condannato. Il suo predecessore Lee Myung-bak si trova in carcere da novembre per scontare una pena di 17 anni: per i giudici egli è colpevole di corruzione e appropriazione indebita. Roh Tae-woo e Chun Doo-hwan hanno trascorso due anni in cella per insurrezione e per aver organizzato un colpo di Stato: entrambi sono stati amnistiati nel 1997.

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