Hong Kong, minacciano la sicurezza nazionale: udienza fiume per 47 democratici

Già arrestati e in attesa di processo, il giudice deve valutare le loro richieste di scarcerazione. Seduta sospesa stamattina dopo lo svenimento di quattro imputati. Per la procura, la democrazia è un reato. Fronte pro-democrazia: il procedimento viola i diritti umani. Ue: Fine del pluralismo politico.


Hong Kong (AsiaNews) – Prosegue senza sosta alla Corte di West Kowloon l’udienza delle 47 personalità democratiche accusate di aver “cospirato per commettere atti sovversivi”. Il giudice deve valutare se concedere la libertà su cauzione agli imputati. Il procedimento fiume, iniziato ieri, è ripreso stamattina. La Corte aveva sospeso i lavori alle tre del mattino dopo lo svenimento e il ricovero in ospedale di quattro imputati.

Quello in corso è la più imponente azione giudiziaria per la presunta violazione della legge sulla sicurezza nazionale. Diversi osservatori fanno notare che per la procura cittadina la democrazia nell’ex colonia britannica è un reato. Gli attivisti sarebbero colpevoli di aver organizzato o preso parte in luglio a elezioni primarie per selezionare i candidati pro-democrazia alle parlamentari di settembre (poi rinviate).

I fermati fanno parte di un gruppo di 53 persone arrestate in gennaio per aver violato il provvedimento sulla sicurezza nazionale voluto dal governo centrale. Secondo l’esecutivo filo-Pechino di Carrie Lam, concorrere alle elezioni per ottenere la maggioranza al Legco (il Parlamento locale) è una minaccia agli interessi della città e della Cina, se fatto dal campo democratico.

Dopo le proteste di ieri, un centinaio di persone sono tornate a riunirsi a sostegno degli arrestati. Presenti anche un gruppo di diplomatici occidentali; per mancanza di spazio, solo i britannici sono riusciti però a entrare in tribunale. Stati Uniti e Gran Bretagna hanno chiesto la liberazione dei 47 imputati. Lo stesso ha fatto l’Unione europea, sottolineando che “la natura delle accuse rende evidente che il legittimo pluralismo politico non sarà più tollerato a Hong Kong”.

La procura ha dichiarato di aver bisogno di prolungare le indagini per controllare i contenuti digitali degli accusati e le loro finanze. Nel frattempo, essa chiede che i 47 rimangano in prigione.

Per il presidente del Partito civico Alan Leong, che rappresenta quattro imputati, l’interpretazione restrittiva del diritto alla libertà su cauzione in caso di minaccia alla sicurezza nazionale viola i diritti umani dei cittadini. Il problema è già emerso per le domande di scarcerazione presentate da Jimmy Lai. Il magnate pro-democrazia si trova in prigione da dicembre per sovversione e rischia l’ergastolo.

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