26/02/2021, 09.01
HONG KONG-CINA
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Hong Kong, decine di attivisti democratici rischiano di tornare in prigione

Arrestati in gennaio per aver organizzato e preso parte alle primarie di luglio. Si teme una ripetizione del caso Jimmy Lai. Fra loro vi è anche Benny Tai, stratega della campagna elettorale. Accusati di “voler vincere le elezioni”. Bandita l’Unione degli studenti dell’università cinese.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Gli attivisti pro-democrazia arrestati in gennaio per sovversione in base alle legge sulla sicurezza nazionale dovranno presentarsi il 28 febbraio alla polizia per verificare i termini della libertà su cauzione. La convocazione arriva in anticipo di oltre un mese rispetto a quanto stabilito dopo la loro scarcerazione l’8 gennaio.

Lo hanno dichiarato oggi alcune delle personalità coinvolte. Dopo che nei giorni scorsi l’Alta corte ha respinto la richiesta di liberazione presentata dal magnate filo-democratico Jimmy Lai, che rimane in cella, esse si aspettano ora di essere messe in custodia cautelare e rinviate subito a processo.

L’accusa nei confronti dei 53 esponenti democratici con è di aver cercato di assicurare al fronte anti-governativo 35 o più seggi alle elezioni di settembre (poi rinviate). Esso avrebbe avuto così i numeri per bloccare l’approvazione della legge di bilancio e forzare Carrie Lam – capo dell’esecutivo – a dimettersi. In luglio tutti gli arrestati avevano preso parte o avevano contribuito all’organizzazione delle primarie del campo democratico per concorrere all’imminente rinnovo del Legco.

Fra coloro che dovranno comparire davanti alle Forze dell’ordine vi è il giurista Benny Tai, l’architetto delle primarie democratiche e della strategia “35-plus”, che avrebbe dovuto garantire all’opposizione la maggioranza nel Legco per la prima volta dal ritorno della città sotto la sovranità cinese. Tre dei 53 fermati sono già in carcere: Wu Chi-wai, ex presidente del Partito democratico, e gli attivisti politici Joshua Wong Chi-fung e Tam Tak-chi.

La direzione presa dalla autorità cittadine è quella di una sempre maggiore repressione. Ieri l’università cinese di Hong Kong ha annunciato di interrompere i rapporti con l’Unione degli studenti, i cui nuovi leader sono accusati di aver rilasciato dichiarazioni “false” che avrebbero minacciato la sicurezza nazionale. L’università ha chiarito che gli studenti che incitano a comportamenti illegali saranno sospesi o espulsi.

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