Nuova condanna: fino a 18 mesi di prigione per Jimmy Lai e altri 9 democratici

L’accusa è di aver organizzato o preso parte a una manifestazione non autorizzata nell’ottobre 2019. Pena più dura per Figo Chan, Lee Cheuk-yan e Albert Ho. Tutti gli imputati sono sotto processo per altre incriminazioni. Attivisti: la città è ormai una “prigione” a cielo aperto.


Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – La Corte distrettuale ha pronunciato oggi il verdetto con cui ha condannato Jimmy Lai e altre nove personalità democratiche a pene fra 14 e 18 mesi di prigione. L’accusa nei loro confronti è di aver organizzato, partecipato o incitato a prendere parte a una manifestazione non autorizzata il primo ottobre 2019: una delle tante iniziative di protesta portate avanti dal movimento democratico contro le autorità filo-Pechino. Tutti gli imputati, compreso il magnate dell’editoria, si erano dichiarati colpevoli il 17 maggio.

Lai ha ricevuto una condanna a 14 mesi. Egli è detenuto da mesi per aver partecipato a due manifestazioni non autorizzate nell’agosto 2019, ed è sotto processo per aver minacciato la sicurezza nazionale.

La sentenza più dura è stata comminata a Figo Chan, coordinatore del Civil Human Rights, l’ex parlamentare Lee Cheuk-yan, l’ex leader del Partito democratico Albert Ho e l’attivista “capelli lunghi” Leung Kwok-hung: per loro la giudice Amanda Woodcock ha stabilito una pena di 18 mesi di carcere.

Come Lai, gli ex deputati Yeung Sum e Cyd Ho hanno avuto una condanna a 14 mesi. Stesso verdetto, ma con pena sospesa, per Avery Ng, segretario generale della Lega dei socialdemocratici, Sin Chung-kai e Richard Tsoi, due figure di primo piano della Hong Kong Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China, il gruppo che il 4 giugno di ogni anno organizza la tradizionale veglia in ricordo del massacro di Tiananmen.

Tutti gli imputati sono sotto processo per altre incriminazioni, alcune legate alla presunta violazione della legge sulla sicurezza nazionale voluta da Pechino. al momento Leung deve scontare 22 mesi di cella; 20 ciascuno Lai e Lee; un anno Ho.

Woodcock ha dichiarato che la sentenza deve avere un effetto “deterrente”. Secondo la giudice, la Basic Law ( la mini-Costituzione cittadina) protegge la libertà di parola e il diritto di manifestare e protestare, ma non in senso assoluto. Come aggravante, ella ha sottolineato che la manifestazione incriminata è degenerata in violenze, accusa che gli imputati hanno respinto.

I sostenitori dei condannati presenti in aula hanno criticato con forza la sentenza. Essi denunciano che ormai Hong Kong è diventata una “prigione” a cielo aperto, dove è proibito parlare in modo libero.

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