Liberato attivista maoista, ma Xi non lascia spazio a chi lo sfida da sinistra
di Li Qiang

Le autorità avevano arrestato Wu Lijie per le proteste del 2018 allo stabilimento Jasic. Ancora in carcere Chai Xiaoming, direttore del sito web maoista Red Reference. In prigione anche Ma Houzhi: voleva registrare il “Partito comunista maoista cinese”. Alla vigilia del 6° Plenum del Partito Xi non ammette critiche interne.


Pechino (AsiaNews) – Le autorità hanno liberato un attivista maoista incarcerato tre anni fa per aver appoggiato le proteste sindacali scoppiate in una fabbrica della compagnia Jasic Technology. Lo rivela Radio Free Asia, secondo cui Wu Lijie (conosciuto anche come Wu Yishan) è uscito di prigione il 22 ottobre.

Diversi osservatori fanno notare però che la scarcerazione del direttore del Maoist Red Flag Network non significa che i vertici del Partito comunista cinese (Pcc) vogliano concedere spazio all’opposizione di sinistra a Xi Jinping. Wu è finito nel mirino del regime comunista per aver pubblicato nel 2012 un articolo in cui sollecitava contadini e operai a mettere in pratica la dottrina marxista e insorgere contro l’oppressione.

Tra luglio 2018 e gennaio 2019 la polizia ha arrestato o fatto sparire 44 persone – tra cui Wu – per aver “disturbato l’ordine pubblico” allo stabilimento di Shenzhen (Guangdong) della Jasic Technology. Si trattava di studenti e operai d’ispirazione maoista che volevano fondare un sindacato libero all’interno della fabbrica. Jasic è un gruppo quotato in Borsa che secondo i dimostranti trattava i suoi impiegati “come schiavi”.

Secondo dati del China Labour Bulletin di Hong Kong, negli ultimi sei mesi in Cina si sono verificati 603 scioperi e 314 incidenti sul lavoro. Le proteste riguardano soprattutto il pagamento di stipendi arretrati. In Cina i sindacati liberi sono proibiti dai tempi delle manifestazioni di Tiananmen del 1989, quando un’alleanza fra studenti e operai ha iniziato a costituire associazioni sindacali. Le loro iniziative sono finite con l'intervento dei militari e il massacro.

I sindacalisti fermati per i fatti accaduti allo stabilimento Jasic erano stati condannati in un processo a porte chiuse. In passato alcuni di essi avevano subito altre condanne per aver tentato di creare sindacati indipendenti. Ad aprile 2020 le autorità hanno scarcerato cinque di loro.

Un noto esponente dell’ala maoista del Partito, Chai Xiaoming è invece ancora rinchiuso in un centro di detenzione a Nanjing (Jiangsu). La polizia per la sicurezza interna ha arrestato l’ex direttore del sito web Red Reference nel marzo 2019. Il fermo è scattato dopo che egli aveva pubblicato un articolo in cui suggeriva un percorso diverso (da quello di Xi) per modernizzare la Cina.

Alla vigilia delle celebrazioni per il centenario del Pcc, caduto lo scorso primo luglio, le autorità hanno arrestato poi altre figure di rilievo della galassia maoista. Fra loro spicca il 77enne dissidente Ma Houzhi. Un ex accademico, Ma voleva lanciare il Partito comunista maoista cinese, sfidando il divieto di registrare un partito politico diverso dal Pcc.

Dunque Xi non deve contenere solo la fazione di “destra” del Partito, quella che vuole mantenere il sistema di liberalizzazioni economiche lanciato da Deng Xiaoping alla fine degli anni Settanta e rafforzato a partire dal 1992. I liberisti all’interno del Pcc criticano la “comune prosperità” promossa dal presidente, che la reclamizza come il tentativo di obbligare i grandi gruppi industriali (privati) a condividere la loro crescente ricchezza con gli strati meno privilegiati della popolazione. Gli esponenti pro-mercato la considerano invece un espediente “maoista” per indebolire quegli imprenditori che con la loro forza economica potrebbero minacciare il potere del leader supremo.

Tra l’8 e l’11 novembre si terrà il 6° Plenum del 19° Comitato centrale del Partito, in cui saranno delineati i maggiori successi del Pcc nel suo secolo di vita e la futura direzione sotto la guida di Xi. Il presidente cinese non ammette sfide al proprio potere, giungano da destra o da sinistra.

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