La lotta al narcotraffico in Kirghizistan

Arrestati vertici della principale organizzazione criminale transnazionale, che si occupava del trasporto della droga all’estero, mentre cresce anche il consumo locale. Il traffico di stupefacenti continua a percorrere il cosiddetto “itinerario settentrionale” attraverso Tagikistan, Kirghizistan, Kazakistan e Russia per giungere infine in Europa, con diffuse connivenze tra le forze dell’ordine.

di Stefano Caprio

Bishkek (AsiaNews) - I servizi speciali del Gknb del Kirghizistan hanno dichiarato la “lotta senza quartiere” al narcotraffico nel Paese, in particolare contro il traffico di droghe sintetiche. Allo stesso tempo è stata diffusa la notizia che nell’ultimo anno e mezzo sono stati scoperti 10 poliziotti, tra cui tre ufficiali, coinvolti nella diffusione di stupefacenti.

Negli ultimi giorni è stato inferto un colpo decisivo alla principale organizzazione criminale transnazionale, che si occupava del trasporto della droga all’estero attraverso il territorio del Kirghizistan, con l’arresto di due dei principali esponenti del gruppo. L’operazione è stata condotta insieme all’agenzia doganale Manas (nome dell’eroe epico del popolo kirghiso), con la confisca di grandi quantitativi di stupefacenti. In uno dei depositi di Biškek sono state trovate 4 tonnellate di oppio, che alle analisi di laboratorio hanno evidenziato il contenuto di elementi narcotici e psicotici come codeina e morfina per circa 350 chilogrammi.

Il presidente del Gknb Kamčibek Tašiev ha insistito sulle intenzioni di “andare fino in fondo senza esitazioni”, visitando la città di Šamaldy-Saj della regione di Džalal-Abad, in quanto “il consumo, la vendita e la diffusione dei narcotici è diventato un problema sociale di massa”. In passato si coltivavano le erbe stupefacenti, mentre oggi si producono droghe sintetiche, e si moltiplicano i laboratori per la loro realizzazione. Se prima le droghe passavano di mano in mano, oggi si distribuiscono usando internet e altre tecnologie; i commercianti non mostrano il loro volto, ma si limitano a offrire il link e a raccogliere i soldi sui portafogli elettronici.

In questo modo, lamenta Tašiev, “tanti giovani intelligenti e pieni di qualità diventano tossicodipendenti, e non faranno nulla di buono per lo Stato nel loro futuro, anzi procureranno molti danni”. Lo scopo è “mantenere sana la nostra gioventù, affinchè la nostra società non vada in rovina entro i prossimi 10 anni”. Le forze dell’ordine stanno tenendo sotto controllo in particolare i villaggi turistici e i locali notturni, ma anche le scuole, gli istituti superiori, le amministrazioni, i ristoranti e bar di ogni città. I “baroni della droga” hanno tradizionalmente molti agganci negli organi pubblici, e “bisogna rompere il tetto”.

La guerra ai trafficanti ha ricevuto una notevole accelerazione dopo l’uccisione del leader criminale Kamči Kolbaev durante una sparatoria lo scorso ottobre, ma il capo del Consiglio di sicurezza Marat Imankulov ha ammonito che “è presto per cantare vittoria in questa battaglia”. Egli ricorda che l’arrivo dei talebani ha portato il vantaggio della cessazione di produzione di oppio in Afghanistan, ma questo non significa che il traffico di droga si sia interrotto: “le riserve rimaste ai trafficanti bastano ancora per molti anni, per produrre migliaia di tonnellate di stupefacenti”.

La droga continua a percorrere il cosiddetto “itinerario settentrionale” attraverso Tagikistan, Kirghizistan, Kazakistan e Russia per giungere infine in Europa. Le connivenze tra le forze dell’ordine sono ancora molto diffuse, e recentemente nella città di Oš sono stati arrestati alcuni poliziotti di alto grado che controllavano i trasporti dall’Afghanistan, e senza i quali sarebbe impossibile garantire il commercio di droga a livelli così estesi. I meccanismi interni di controllo sono stati perfezionati, come conferma il dirigente della sezione analitica del ministero degli interni Marsel Dootaliev.

L’ex-deputato ed ex-poliziotto Turatbek Malylbekov ritiene che la questione della pulizia degli organi statali nella commistione con i narcotrafficanti sia “ancora molto lontana dalla soluzione”. Esistono infatti solo due passaggi possibili dalle frontiere afghane, oltre a una serie di itinerari segreti piuttosto precari, e molto dipende da chi controlla queste strade: “se non tolgono di mezzo i poliziotti corrotti ai confini, il problema ricade su tutto il corpo di polizia”. Le droghe sintetiche, la cui diffusione è cominciata nel 2017, provengono invece principalmente da Russia, Kazakistan e Cina, ed è stata creata una divisione apposita per contrastare questo settore, con specialisti delle tecnologie digitali. Le azioni di controllo della polizia si fanno più dure e provocano diverse proteste tra i cittadini, ma ormai ogni precauzione è stata messa da parte.

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