Meerim Nuru, “un’oasi di pace per i bambini disabili del Kyrgyzstan”

Il direttore dell’Ong, che spera di diventare presto “Caritas Kyrgyzstan”, è p. Remigiusz Kalski sj, parroco a Jalal-Abad. L’associazione ha anche un centro di riabilitazione che organizza per i ragazzi campi estivi.

Roma (AsiaNews) – Sulle spiagge e le colline che circondano l’Ysykköl, enorme lago salato del Kyrgyzstan, i bambini e i ragazzi disabili del Paese hanno trovato una piccola oasi di pace e di gioco. Il merito va alla Ong cattolica Meerim Nuru, che nella zona ha aperto un centro di riabilitazione gestito da sacerdoti gesuiti. “Un luogo molto bello – racconta ad AsiaNews p. Remigiusz Kalski sj, direttore dell’associazione – dove cerchiamo di fornire un’assistenza più a tutto tondo alle persone con disabilità fisica e mentale”. Il gesuita è a Roma in questi giorni per la XX Assemblea generale di Caritas Internationalis.

Meerim Nuru non fa ancora parte della rete dell’organizzazione internazionale cattolica, ma – spiega il sacerdote – “speriamo in futuro di diventare Caritas Kyrgyzstan”.

Nel Paese dell’Asia centrale non c’è particolare pregiudizio nel confronti della disabilità. Tuttavia, sottolinea il gesuita, che è parroco a Jalal-Abad (nel sud), “il sistema sanitario è molto povero. Nessuno riesce a organizzare una vera e propria assistenza, quindi i disabili vengono abbandonati a loro stessi. I bambini che restano con le famiglie non escono mai di casa; quelli ricoverati in ospedale ‘aspettano’ la maggiore età per essere trasferiti in ospedali per adulti. In pratica passano la loro vita fermi in un letto”.

È qui che interviene l’ong. Attraverso il centro sul lago Ysykköl, organizza campi estivi che per i ragazzi sono un’occasione per socializzare, giocare e fare gite nella zona. La struttura può accogliere fino a 90 posti “occupati al 99,9 per cento da musulmani, nella quale invitiamo anche pazienti di altre strutture caritatevoli o altri ospedali”.

Il prossimo autunno nel Paese si terranno le elezioni. Il gesuita ammette che “potrebbero esserci disordini, perché spesso accade durante il voto, e il Paese potrebbe avviarsi su una strada più islamica. Ma nulla è detto, dobbiamo aspettare e vedere”.

Sebbene il Kyrgyzstan sia un Paese a maggioranza islamica, sottolinea p. Kalski, “come ong cattolica non abbiamo mai avuto problemi. Certo dobbiamo essere molto chiari e molto trasparenti dal punto di vista finanziario: subiamo diversi tipi di controlli, ma non è impossibile esistere. E i nostri progetti sono ben accolti dalla comunità”.

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