Il sogno americano dei tagiki

Secondo dati forniti dal Messico in un anno sono raddoppiati i migranti che dall'Asia Centrale cercano di entrare clandestinamente negli Stati Uniti. Molti sono lavoratori che hanno passaporto russo e fuggono per non essere arruolati e finire al fronte in Ucraina.

di Stefano Caprio

Dušanbe (AsiaNews) - Le autorità del Messico hanno lanciato un allarme per la continua crescita dei migranti dall’Asia centrale, e in particolare dal Tagikistan, che cercano di introdursi clandestinamente negli Stati Uniti. Nel 2022 sono raddoppiati rispetto al 2021, e quest’anno il numero sta ulteriormente aumentando. I giornalisti di Radio Ozodi e Voice of America hanno cercato di rendersi conto direttamente della situazione.

Secondo uno dei corrispondenti, Ulanbek Asanaliev, i migranti si rivolgono spesso a delinquenti e contrabbandieri, rendendosi conto che tentare di varcare la frontiera da soli li mette a rischio di furti, aggressioni, reclusione in galera o perfino la morte per strada. Molti dei migranti hanno il passaporto russo, e sono fuggiti in Messico per il timore di essere coinvolti nella guerra in Ucraina. Diversi milioni di persone tra tagichi, kirghisi e uzbeki vanno di solito in Russia per cercare guadagni, e ora devono cercare di andare da qualche altra parte per riuscire a sopravvivere, soprattutto in Europa o in America.

La maggior parte dei migranti cerca di arrivare negli Usa attraverso le zone di frontiera intorno a Tijuana e Reynosa; il sindaco di quest’ultima città, Carlos Ortiz, conferma la continua crescita di persone che giungono dal Tagikistan, ma anche dal Kazakistan e dall’Ucraina. Molti di loro, prima di arrivare presso le frontiere, si fermano per dei giorni a Città del Messico o a Cancún. Il rappresentante del servizio per le migrazioni di Tijuana, Enrique Lucero, spiega che i richiedenti asilo da Asia, Russia e Asia centrale di solito chiedono di alloggiare in hotel invece che nelle tendopoli, per timore dei contagi, e quindi finiscono presto le riserve di denaro. Come racconta il tagico Fayoz, “ho impiegato quattro mesi per raggiungere il Messico, passando dalla Turchia e facendo il giro dalla Colombia, e in due settimane ho finito tutti i soldi stando in albergo, adesso non ho neanche da mangiare”.

Nonostante tutte le difficoltà, molti migranti continuano a essere ottimisti sulla possibilità di realizzare il “sogno americano”, come spiega il giovane Timur del Kirghizistan: “voglio arrivare a Philadelphia, dove vivono mio fratello e diversi amici”. Secondo il ministero della sicurezza interna degli Stati Uniti, ufficialmente negli ultimi 10 anni sono circa 15mila i tagichi che hanno ottenuto un permesso di soggiorno per legami familiari, ottenimento di Green Card, visti studenteschi e lavorativi. Cifre non molto inferiori riguardano gli altri Paesi dell’Asia centrale, ma le statistiche sui clandestini sono difficili da calcolare.

L’ambasciata Usa a Dušanbe ha dichiarato di aver rilasciato nell’ultimo anno oltre mille visti d’ingresso a cittadini del Tagikistan, dato confermato anche dall’ambasciata tagica negli Stati Uniti. I servizi consolari americani nella capitale tagica sono attivi da ottobre 2022, mentre prima tutti dovevano riferirsi al consolato di Almaty in Kazakistan. Il capo del consolato a Dušanbe, Todd Hughes, spiega che oltre a coloro che hanno parenti negli Usa, con cittadinanza o residenza fissa, si può partecipare alle lotterie per ottenere la Green Card, che si svolgono annualmente per iniziativa del Dipartimento di Stato americano, e i vincitori vengono ammessi al colloquio con i funzionari del consolato per avere il visto.

L’apertura del consolato di Dušanbe è stata decisa per festeggiare i 30 anni delle relazioni diplomatiche tra gli Usa e il Tagikistan, anniversario che ha molto stimolato il desiderio dei tagichi di raggiungere l’America. Il consolato offre anche visti “non immigratori”, per turismo o visite, lavori temporanei o affari, e anche studenteschi, con un ampio programma di scambi tra istituti universitari. Di recente sono state aggiunte delle possibilità di accoglienza per le persone appartenenti a minoranze sessuali in tutta l’Asia centrale e in Russia, dopo l’approvazione di leggi anti-Lgbt e l’intensificarsi di discriminazioni.

Come afferma l’ambasciatore Usa in Tagikistan, Manuel Micaller, “il nostro scopo è aiutare i tagichi a trovare vie legali e sicure per emigrare, e ridurre la loro dipendenza dal lavoro stagionale in Russia, che oggi li mette a rischio di essere forzati a partecipare alle azioni belliche in Ucraina… Noi siamo amici del Tagikistan”. Negli ultimi vent’anni, gli Usa hanno concesso aiuti a Dušanbe per oltre due miliardi di dollari, per collaborare nei settori della sicurezza, della formazione, dell’agricoltura e degli scambi commerciali, oltre che nella difesa dei diritti della persona, delle donne, nella sanità e nella pubblica istruzione.

 

Foto: Flickr /Jonathan McIntosh

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