Il nepotismo diffuso del Turkmenistan

Nel Paese guidato dal presidente-figlio Serdar Berdymukhamedov tra gli altri funzionari gi ogni livello si moltiplicano le parentele, mentre senza legami di sangue è assai difficile fare carriera, anche per i più dotati, magari anche con una laurea all’estero.

di Stefano Caprio

Ašgabat (AsiaNews) - I Paesi dell’Asia centrale sono tradizionalmente molto legati al rispetto delle discendenze di sangue a tutti i livelli di potere e della vita sociale, e su tutti spicca il Turkmenistan, guidato da un presidente-figlio, Serdar Berdymukhamedov, sotto lo stretto controllo dell’ex-presidente padre Gurbanguly, rimasto alla guida del Senato. Il culto della personalità in questo caso si esalta come “culto della famiglia”, includendo madri, nonni e nonne, figli e figlie.

Questo sistema è molto radicato nelle strutture delle forze dell’ordine e nelle amministrazioni pubbliche, sia centrali che regionali, nonostante alcuni richiami dall’alto a non esagerare nel coinvolgimento dei parenti. Ad esempio, il governatore di Turkmenabat Khusniddin Bazarov è il fratello maggiore del sindaco della città capoluogo, Gubanči Bazarov; alle proteste dei giorni scorsi per i loro eccessi di favoritismi e abuso di potere, le inchieste sono state affidate al procuratore regionale, il terzo fratello Gafurdžan Bazarov.

Altri due membri della famiglia Bazarov, la cugina Gozel e suo fratello Berdymurat, sono ai vertici del velayat (provincia) di Dašoguz, la prima come capo dell’ufficio centrale della polizia locale, e il secondo come direttore del reparto di studio e preparazione dei quadri della Banca centrale del Turkmenistan. Ad Ašgabat il capo della tipografia di Stato è una donna, Gozel Tajdžikova, che lavora bene in tandem con la sorella Majsa, capo redattrice della rivista Zenan Kalby (“L’anima femminile”) della capitale. L’assessore all’economia della provincia adiacente è Serdar Šamedov, il cui fratello Dovran è alla guida dell’azienda di Stato Tukmenkhimija.

Gli esempi si possono moltiplicare quasi all’infinito, come documenta Turkmen.News: il vice-presidente del tribunale di Dašoguz, Dajanč Ovvadov, è fratello del direttore generale della Posta turkmena, Serdar Ovvadov. La compagnia assicurativa di Stato nella città di Kunjargenč è guidata da Bajramgul Nurmukhammedova, la cui nipote Govkher è preside della scuola locale, mentre suo fratello Mukhammetnazar dirige l’agenzia delle entrate della provincia. Alcuni obiettano che la parentela non è in contraddizione con la competenza, anzi aiuta a svilupparla, ma è un fatto che non appena qualcuno arriva a conquistare una poltrona di un certo prestigio, in Turkmenistan si affollano intorno fratelli, zie e nipoti, mentre senza legami di sangue è assai difficile fare carriera, anche per i più dotati, magari con una laurea all’estero.

Alcune persone intervistate lamentano che “da noi, se sei nato da un elettricista e una maestra elementare, è impossibile raggiungere livelli più elevati, e se trovi qualche buona occasione all’estero per studio o lavoro, non tornerai mai più in patria, e così perdiamo tutti i nostri migliori giovani”. Da molte parti si chiedono verifiche più severe, perché il nepotismo è meno controllabile rispetto alla corruzione, anche se spesso le due piaghe si collegano, soprattutto quando chi viene accusato di qualche reato finisce sotto indagine da parte di un parente.

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