I legami sempre più stretti tra l'Asia Centrale e la Germania

In una regione dove entro il 250 vivranno oltre 100 milioni di persone si sta superando il modello tradizionale dello scambio tra materie prime e prodotti finiti, orientandosi sempre più sulla creazione coordinata di valore aggiunto. Con Berlino che può offrire soluzioni all'avanguardi per la transizione verde e un contributo fondamentale per lo sviluppo del capitale umano.

di Vladimir Rozanskij

Taškent (AsiaNews) - A Khiva in Uzbekistan si è tenuto nei giorni scorsi un forum di esperti sui rapporti “Asia centrale-Germania”, e il sito Gazeta ne ha parlato con il direttore dell’Istituto di ricerche strategiche e internazionali di Taškent, Eldor Aripov, su come si stanno evolvendo queste relazioni e dove s’incontrano gli interessi dei tedeschi e dei centrasiatici, che “stanno dirigendosi verso nuovi livelli nel contesto attuale”.

Come spiega l’esperto, “oggi cambia la logica stessa della cooperazione: se prima si poneva l’accento sull’ampliamento dei contatti e la realizzazione di progetti specifici, ora si sta formando un modello più profondo e costruttivo di collaborazione, orientata sui risultati a lungo termine”. Aripov indica alcune priorità su cui si insiste in questa prospettiva, a cominciare dalla cooperazione economica e tecnologica. Si sta superando il modello tradizionale dello scambio tra materie prime e prodotti finiti, orientandosi sempre più sulla creazione coordinata di valore aggiunto. Questo comporta il passaggio al partenariato tecnologico, che presuppone la partecipazione dei Paesi della regione a catene produttive sempre più complesse ed evolute.

Secondo Aripov, “l’Asia centrale possiede già le necessarie premesse per una tale transizione”, con un Pil regionale che supera i 560 miliardi di dollari e tempi di crescita costante al livello del 6% annuo. Oltre al dinamismo quantitativo, è in atto una trasformazione strutturale che sta allargando la base industriale, con la modernizzazione delle infrastrutture e la crescita della domanda interna. Da parte sua, la Germania è portatrice di una scuola ingegneristica eccezionale, di una grande cultura e tecnologia produttiva, che permettono di elaborare sistemi industriali molto complessi.

La convergenza di tutti questi fattori costituisce il fondamento per una collaborazione sempre più approfondita, e sono già in corso di realizzazione importanti progetti con la partecipazione di compagnie come Siemens e Bosch, dirette alla modernizzazione delle infrastrutture, dello sviluppo di un’industria automatizzata e all’aumento della produttività. La tappa successiva richiede un passaggio dall’attrazione delle tecnologie al loro radicamento, attraverso la localizzazione delle produzioni, alla formazione di sinergie industriali e alla presenza attiva sui mercati esteri, come piattaforma produttiva a pieno regime.

Una seconda priorità è la transizione verso una “economia verde” con adeguata amministrazione delle risorse, una prospettiva di grande valore strategico. Si tratta delle questioni legate alle risorse idriche e all’energetica a fronte dei cambiamenti climatici, nei confronti dei quali l’Asia centrale è una delle regioni più sensibili. Anche in questo campo la Germania può offrire una grande esperienza, dall’attivazione delle fonti di energie alternative alle soluzioni complesse per l’efficacia e la regolazione dell’energia in generale. Anche qui sono attivi programmi con istituzioni come KfW e Giz, e compagnie come Lahmeyer International.

Un’altra questione fondamentale è lo sviluppo del capitale umano, che ha un significato di sistema per tutto il resto. Come afferma il ricercatore, “nessun modello economico può essere sostenibile senza una base corrispondente e istituzionale di personale”, considerando che l’Asia centrale ha un potenziale demografico molto significativo. Entro il 2050 la popolazione della regione raggiungerà verosimilmente i 100 milioni di persone, con una fascia giovanile molto importante, ed è questa la risorsa più importante per il suo sviluppo, che richiede fin da ora una grande qualità dei sistemi di istruzione e formazione, con un alto livello di specialisti all’opera. La formazione professionale tedesca può essere davvero di grande aiuto con il sistema dualistico, che garantisce un legame stretto tra l’istruzione e la produzione. Un segnale importante, a ottobre del 2025, è stata l’apertura dell’Accademia medica della Germania a Taškent.

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