La Chiesa aiuta bambini con handicap e i loro genitori

La Chiesa aiuta bambini con handicap e i loro genitori

Ulaanbaatar (AsiaNews/Ucan) – In Mongolia, un nuovo centro cattolico si prenderà cura dell'istruzione e della  formazione dei bambini ritardati e con handicap, per aiutarne lo sviluppo e l'integrazione nella società. Lo scorso 3 luglio l'istituto si è trasferito da una piccola stanza resa disponibile dal Centro per i bambini di strada dei padri Verbiti a un nuovo edificio al centro della capitale mongola. Sotto la direzione di Nellie Zarraga, delle suore del Cuore Immacolato di Maria, si avvale della collaborazione di 4 insegnanti specializzati, la formazione dei quali è curata dal volontario belga Benedict Lecompt. 

"Il nostro obiettivo è lo sviluppo dei bambini per aiutarli ad integrarsi nella società. Ma questa cosiddetta integrazione forse non avverrà mai per loro", dice la religiosa. L'anno scorso, i 4 docenti hanno lavorato con 3 bambini autistici e 5 bambini ritardati. "È difficile sapere ora come imposteremo il prossimo periodo scolastico", continua suor Nellie. Altan-Od, uno degli insegnanti, afferma che rispetto agli spazi piccoli e inadeguati usati finora, la nuova struttura "è ideale per il nostro lavoro. Sarà positivo iniziare il nuovo trimestre in questo edificio con una grande piscina, una stanza per i giochi, una stanza separata per i bambini autistici e un'area di accoglienza appena si arriva la mattina".

Il centro mira anche a sensibilizzare e coinvolgere i genitori, che spesso non collaborano attivamente con insegnanti e formatori e "parcheggiano" i figli quando ne hanno bisogno, non abbracciando in pieno programmi e scopi educativi per il bene dei bambini. "In questi casi – precisa la direttrice – si confonde il bambino e ne risente il suo sviluppo, malgrado i nostri sforzi". Per favorirne la partecipazione, ogni mese i genitori sono convocati dagli insegnanti per parlare della situazione del bambino e trascorrono una giornata intera al centro rinunciando al lavoro. "I genitori svolgono tutte le attività e quindi imparano molto", afferma Oyuntuya, un altro insegnante.

Non ci sono statistiche precise sul numero persone ritardate o con handicap in Mongolia. In base ad alcune stime internazionali, circa il 10% degli abitanti di un Paese – che conta una popolazione di 2.559.000 unità - soffre di questo tipo di problemi. In Mongolia, le cifre dovrebbero essere superiori a causa dei frequenti matrimoni tra consanguinei, della povertà e della malnutrizione delle madri in alcune zone del Paese.

Secondo i dati dell'Unicef, il 25% dei bambini mongoli al di sotto dei 5 anni presenta ritardi nella crescita, il 6% deperimento organico, il 13% è sottopeso (l'8% lo è alla nascita). Su 1000 nati vivi, il tasso di mortalità infantile (la probabilità di morire) è di 71 al di sotto dei 5 anni e di 58 al di sotto di un anno. (MR)

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