Delhi (AsiaNews) – Incidente diplomatico tra India e Iran sulle proteste per Mahsa Amini, la giovane iraniana di origine curda morta a settembre sotto custodia della polizia della morale, che l’aveva arrestata per non aver indossato in modo corretto il velo.
Il dicastero iraniano degli Esteri ha dichiarato ieri che il ministro Hossein Amirabdollahian ha annullato la sua prevista partecipazione il mese prossimo al Raisina Dialogue, l’annuale meeting geopolitico organizzato dalla diplomazia indiana e dall’ Observer Research Foundation (Orf).
Teheran ha accusato gli organizzatori di comportamento “non professionale”, dopo che l’Orf ha pubblicato sul suo sito web un video in cui si vedono donne iraniane tagliarsi i capelli: un simbolo della protesta contro le stringenti regole dell’Iran sull’uso dell’hijab.
Secondo gli iraniani, il filmato rappresenta un’interferenza indiana negli affari interni della Repubblica islamica. Le dimostrazioni in ricordo di Masha proseguono da mesi, nonostante la dura repressione delle autorità, che ha spinto diversi Paesi occidentali a imporre nuove sanzioni su Teheran – iniziative alle quali l’India non ha però aderito.
Como nota la stessa Orf, lo spostamento di attenzione delle grandi potenze verso la guerra in Ucraina ha lasciato un vuoto diplomatico nella regione che incrocia Medio oriente, Asia meridionale e centrale, soprattutto riguardo all’Afghanistan. Un vuoto che Delhi e Teheran potrebbero riempire con proprie azioni, anche in sinergia.










