Jalalabad, l’Isis attacca le minoranze sikh e indù: 19 morti

L'attentato contro un gruppo diretto a colloquio con il presidente afghano in visita nella provincia. Fra le vittime anche l’unico candidato sikh per le elezioni. È il secondo attacco firmato dallo Stato islamico in 24 ore.

di Maddalena Tomassini

Kabul (AsiaNews/Agenzie) – Almeno 19 morti, di cui 10 sikh e sette indù, e più di 20 feriti. È il bilancio dell’ennesimo attentato suicida che ieri, a Jalalabad city (Nangarhar, Afghanistan orientale), ha colpito le minoranze del Paese: fra le vittime anche Ottar Singh Khalsa, unico rappresentante della minoranza sikh ad aver annunciato la propria candidatura per le elezioni parlamentari previste per ottobre.

È il secondo attentato a firma dell’Isis nella provincia in 24 ore. Il giorno precedente, i fondamentalisti islamici avevano attaccato un liceo maschile, dandovi fuoco e decapitando tre lavoratori.

L’attentatore suicida si è fatto esplodere al centro della città, nel primo distretto di polizia, intorno alle 4 del pomeriggio. Il gruppo era diretto a un incontro con il presidente afghano Ashraf Ghani quando la bomba è esplosa. I feriti sono stati portati all’ospedale della città; alcuni di loro sono in gravi condizioni.

Le piccole minoranze sikh e indù che vivono in Afghanistan sono da lungo tempo nel mirino degli islamisti. Le due comunità si sono ridotte in maniera drastica negli ultimi decenni: da più di 80mila negli anni ’70, a poco più di 1000. Molti si sono trasferiti in India, che considerano la propria “patria spirituale”. Ieri sera, l’ambasciata indiana a Kabul ha condannato l’attacco e indirizzato le proprie condoglianze alle vittime e alle loro famiglie.

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