Kabul, cresce la missione dei cattolici: in arrivo una Ong dei gesuiti e le suore di Madre Teresa

Il Jesuit Refugees Service e le suore di Madre Teresa attendono solo il riconoscimento del governo. Nel paese sono già presenti da 50 anni le Piccole sorelle di Gesù; Caritas italiana finanzia una scuola di sordomuti diretta dai disabili stessi.

Kabul (AsiaNews) – Il crescente problema della sicurezza in Afghanistan non frena l'impegno cattolico nel paese che a breve accoglierà nuove Ong come il Jesuit Refugees Service e ordini religiosi come le suore di Madre Teresa. Fonti locali dichiarano che si attende solo l'approvazione del governo perché queste realtà diventino operative.

Disabili mentali e sordomuti, ma anche istruzione di base e povertà, sono gli ambiti in cui si muove la contenuta, ma incisiva presenza cattolica in questo paese a grande maggioranza musulmano (oltre 90%).  La presenza più radicata in Afghanistan è quella delle Piccole sorelle di Gesù. "Rispettate anche dai talebani", queste suore (quattro in tutto) operano da 50 anni a Kabul.. Secondo mons. Giuseppe Moretti, parroco dell'unica chiesa cattolica nel paese – interna all'ambasciata italiana – le suore sono l'esempio di un "impegno vero e costruttivo" a favore della popolazione locale.  "La loro presenza – racconta ad AsiaNews il sacerdote barnabita - non è stata interrotta nemmeno dal regime talebano". Lo stesso Moretti ha lasciato l'Afghanistan nel '94 in seguito ad un attentato. "Le Piccole sorelle - conclude mons. Moretti - rappresentano una straordinaria testimonianza cristiana di umiltà e coraggio".

All'interno delle strutture di Caritas internationalis in Afghanistan operano 5 realtà collegate: Caritas italiana, americana, irlandese, olandese e tedesca. Tra gli ultimi progetti della Caritas italiana, racconta ad AsiaNews uno dei responsabili, c'è il finanziamento di una scuola per bambini sordomuti gestita dall'Anad (Associazione nazionale afghana sordomuti). "Questa associazione è tra le poche organizzate dai disabili stessi ed è diretta da un gruppo di insegnanti sordomuti".

La scuola si trova alla periferia sud di Kabul e offre istruzione a 110 bambini. Gli operatori sono 20 tra insegnanti e staff tecnico. Caritas e Anad sono impegnate anche su scala nazionale nella formazione del personale docente. Il budget annuale per questo progetto è pari a 30 mila euro, ma la "maggior parte degli sforzi economici - racconta il responsabile Caritas italiana - è concentrata in 2 distretti della provincia meridionale di Ghor", nel sud, tra le zone più inaccessibili dell'Afghanistan e teatro di gravi violazioni di diritti umani. I progetti mirano a sicurezza alimentare, miglioramento della qualità agricola e costruzione di scuole.

Da poco arrivata nella capitale afghana e ancora in attesa del permesso governativo è l' "Associazione pro bambini d Kabul", che per ora si appoggia alle strutture Caritas. L'associazione è guidata da membri di circa 15 congregazioni religiose, femminili e maschili; ha come scopo l'assistenza ai bambini con handicap mentali.

Questo mese mons. Moretti, anche superiore della missio sui iuris dell'Afghanistan, ha accolto l'arrivo di 2 operatori umanitari gesuiti a Herat, capoluogo dell'omonima provincia afghana confinante con l'Iran. Il governo dovrebbe a breve concedere il riconoscimento al Jesuit Refugees Service, che lavorerà in opere educative e sociali. Mons. Moretti parla di "tempi brevi" anche per l'atteso arrivo delle suore di Madre Teresa a Kabul. (MA)

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