Nepal, la lotta al terrorismo e all'estremismo religioso "unisce l'Asia meridionale"

I capi di Stato e di governo riuniti a Kathmandu per l'annuale incontro dell'Associazione per la cooperazione regionale nell'Asia del Sud tracciano una "road map" per sostenersi a vicenda nella lotta al fanatismo e alla violenza confessionale. Pechino propone la propria candidatura per entrare nel gruppo, ma viene respinta.

di Christopher Sharma

Kathmandu (AsiaNews) - La lotta al terrorismo e al fondamentalismo religioso "è la priorità assoluta" per i governi dell'Asia meridionale, un "nemico comune che minaccia ogni modo di vivere civilizzato". Lo ha detto il premier del Nepal, Shushil Koirala, chiudendo i lavori del 18mo summit dell'Associazione per la cooperazione regionale nell'Asia del Sud. Presenti a Kathmandu, che ospita il vertice politico, i capi di Stato e di governo dell'area.

Dopo due giorni di lavori a porte chiuse, Koirala ha presentato i risultati dell'incontro: "Il terrorismo è il nostro nemico comune, una minaccia crescente a ogni forma civile di vita. L'Asia meridionale è oramai la vittima più colpita dal terrorismo e da crimini transnazionali di varia natura. Si tratta di minacce comuni, che di conseguenza vanno affrontate insieme".

Il premier pakistano, Nawaz Sharif, ha aggiunto: "Non dovremmo combatterci fra di noi, ma insieme combattere il disordine sociale, la povertà e l'estremismo religioso violento che cerca di minare i nostri sforzi". Sulla stessa linea il nuovo presidente afgano, Ashraf Ghani: "Terrorismo e fondamentalismo fanno retrocedere lo sviluppo della regione. Dobbiamo fermarli". Degli otto membri dell'Associazione, i quattro di tradizione buddista - Nepal, India, Bhutan e Sri Lanka - hanno anche lanciato una "rotta del Buddha", un "coordinamento straordinario" sulla base di "un retaggio comune".

Un piccolo caso diplomatico si è verificato ai margini dei lavori, quando è stata presa in considerazione la candidatura di ingresso della Cina. Nepal, Pakistan e Afghanistan hanno - su richiesta di Pechino - sostenuto la richiesta; gli altri cinque Paesi - Sri Lanka, Bhutan, Bangladesh, Maldive e soprattutto India - hanno votato contro.

Liu Zhenmin, vice ministro cinese degli Esteri, ha presentato l'offerta del suo Paese: "Siamo pronti a migliorare la cooperazione economica con i Paesi dell'Associazione: in campo commerciale, agricolo e di investimenti siamo presenti qui dal 2006. Abbiamo inoltre stanziato 550mila dollari per il vostro Fondo di sviluppo, e siamo pronti a finanziare 10mila borse di studio per i giovani della regione". Nonostante il ricco piatto, ha prevalso la posizione di Delhi e la candidatura è stata respinta. 

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