Peshawar, ucciso il pianificatore del massacro talebano alla scuola militare

Umar Mansour è rimasto vittima di un drone statunitense in Afghanistan. Insieme a lui sono morti altri quattro militanti islamici. Il terrorista talebano ha addestrato il commando di attentatori che nel dicembre 2014 ha ucciso 148 persone, di cui 132 bambini. L’uomo è stato la mente di altri due sanguinosi attacchi nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa.

Islamabad (AsiaNews) – Umar Mansour, colui che ha pianificato l’attentato terroristico del 2014 alla scuola militare di Peshawar, che ha provocato circa 150 vittime di cui la maggioranza bambini, è stato ucciso in Afghanistan da un attacco di droni statunitensi. Lo ha reso noto il portavoce dell’esercito pakistano, il tenente generale Asim Bajwa, e la notizia è stata confermata anche dal Pentagono americano.

Insieme all’estremista talebano sono rimasti uccisi altri quattro compagni. L’attacco aereo sarebbe avvenuto il 9 luglio scorso nella provincia orientale di Nangarhar, ma la conferma della morte è arrivata solo il 13. Peter Cook, segretario dell’ufficio stampa del Pentagono, ha dichiarato che l’attacco aereo che ha colpito Mansour “sottolinea l’interesse comune di Stati Uniti, Afghanistan e Pakistan nella lotta al terrorismo. Riusciremo a eliminare i rifugi sicuri dei terroristi solo attraverso una continua cooperazione”.

Umar Mansour, conosciuto anche con i nomi di Umar Narai e Umar Khalifa, è ritenuto il principale responsabile del massacro del dicembre 2014. Egli avrebbe addestrato il commando di nove terroristi affiliati al Tehreek-e-Taliban Pakistan (Ttp) che ha assaltato la scuola militare di Peshawar uccidendo 148 persone, di cui 132 bambini tra i 7 e i 14 anni. I talebani hanno affermato che l’attacco era una vendetta all’offensiva dell’esercito pakistano nelle regioni del nord-ovest, lungo il confine con l’Afghanistan, storiche roccaforti degli islamisti, che ha causato la morte di oltre 1.200 miliziani.

La strage è stata condannata con forza da tutta la società, dai vertici della Chiesa cattolica pakistana – con duri interventi del vescovo di Islamabad e dell’arcivescovo di Karachi – oltre che dalla comunità internazionale.

Secondo le autorità, Mansoor è stato la mente di altri due attacchi nella provincia pakistana di Khyber Pakhtunkhwa. Il primo, la strage di studenti nell’università Bacha Khan di Charsadda, nella quale i terroristi hanno massacrato 21 persone e ferito altre 30; il secondo alla base aerea delle Forze armate del Pakistan a Peshawar, dove sono morte 29 persone, di cui otto attentatori.

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