Roma (AsiaNews- Agenzie) - Solo il 40% degli afghani, 4,1 milioni di persone, si sono registrati nelle liste elettorali: formalità necessaria per potere votare nelle presidenziali in programma a settembre. Lo ha reso noto l'ambasciatore William Taylor, coordinatore per l'Afghanistan al Dipartimento di Stato, parlando a una conferenza sulle elezioni afghane organizzata dal Centro di studi internazionali e strategici di Washington (Csis). Il dato getta un'ombra sulla credibilità e legittimità dei risultati che potranno scaturire dalle urne ed aggrava una situazione resa già difficile dalle accuse lanciate dal quotidiano britannico The Guardian , secondo il quale alcuni prigionieri detenuti in Afghanistan dalle truppe americane sono stati torturati e umiliati mentre venivano sottoposti a interrogatori. Il giornale riferisce di cinque prigionieri morti durante la detenzione, dei quali tre in "circostanze Sospette", mentre i sopravvissuti hanno raccontato di torture e maltrattamenti. Le testimonianze sembrano rievocare quanto accaduto nella prigione Abu Ghraib in Iraq e ciò indica, sostiene il quotidiano, che le truppe Usa usano questi metodi per gli interrogatori in modo sistematico.Tornando alle elezioni, l'ambasciatore Taylor ritiene che, malgrado tutto, la popolazione afghana sia desiderosa di partecipare alle elezioni presidenziali, "le prime libere nel corso di una generazione"; l' impressione sarebbe confermata dal fatto che, secondo dati in possesso di Taylor, sono circa 100.000 al giorno gli afghani che vanno a registrarsi. L'ambasciatore ha ribadito che l'obiettivo degli Stati Uniti è di garantire la piena partecipazione al voto di settembre della popolazione afghana e la sicurezza necessaria all'esercizio democratico e pacifico del processo elettorale










