Vittoria plebiscitaria per il presidente uscente Kurmanbek Bakiyev

A metà spoglio ha quasi il 90% dei voti. Il principale oppositore parla di brogli e annuncia proteste. Esperti: il vero problema è operare cambiamenti in una situazione economica difficile e con una diffusa corruzione in ambiente politico.

Bishkek (AsiaNews/Agenzie) – La Commisione elettorale centrale ha detto oggi che il presidente uscente Kurmanbek Bakiyev, a oltre la metà dello spoglio, ha ottenuto l’87,7% dei voti. Il principale oppositore Almazbek Atambayev, è fermo al 7% circa.

Atambayev già ieri ha contestato il voto che definisce “truccato”. Oggi, dopo i primi risultati, ha ripetuto che “Bakiyev ha perso le elezioni. Il Kirghizistan è privo di un presidente legittimo… Quest’elezione è un furto. Porteremo prove evidenti dei brogli”.

La Commissione elettorale ha escluso di avere prove di brogli. Nel Paese la situazione appare calma, dopo che ieri ci sono stati scontri a Balykchi tra circa 1.000 seguaci di Atambayev e la polizia, che li ha caricati sparando in aria. Atambayev ha annunciato manifestazioni di protesta. La votazione è stata anche controllata da inviati dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazioni in Europa (Ocse).

La conferma di Bakiyev è salutata da tutti come un segno di stabilità e non dispiace alle potenze internazionali, quali Stati Uniti e Russia, che qui hanno importanti basi militari. La base di Manas è l’unica che resta agli Usa nella regione ed è importante per le operazioni in Afghanistan.

Ma tutti rilevano che nel periodo medio occorrerà operare radicali cambiamenti, perché le istituzioni democratiche del Paese sono ancora deboli, la corruzione è endemica e il crimine organizzato è presente ai massimi livelli del governo. Tra gli esperti c’è una diffusa perplessità che Bakiyev possa e voglia operare simili cambiamenti e che sia in grado di risollevare la stagnante situazione economica. Circostanze che, insieme alle continue infiltrazioni di islamici radicali da Pakistan e Afghanistan, rendono elevato il rischio di sconvolgimenti anche violenti del Paese. Nelle ultime settimane nella Valle Ferghana, al confine con l’Afghanistan, ci sono stati scontri a fuoco tra l’esercito e gruppi armati, che molti indicano come estremisti islamici.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000