Bangladesh: contro l’estremismo, la Chiesa cattolica promuove il dialogo interreligioso

La Commissione episcopale per l’Unità dei cristiani e il dialogo interreligioso ha promosso una settimana di incontri e confronti. Fra gli obiettivi, creare un ambiente “favorevole” al dialogo. All’iniziativa erano presenti anche leader musulmani e indù. Mons. Bejoy N. D’Cruz: la diversità è un valore.

di Sumon Corraya

Khulna (AsiaNews) - “Vogliamo che la nostra gente abbia sempre maggiori competenze in tema di dialogo interreligioso” e che sappiano “come si devono comportare con le persone di altre fedi”. È quanto racconta ad AsiaNews p. Ajit Costa, sacerdote Omi del Bangladesh, raccontando l’incontro che si è svolto da 18 al 23 maggio nella sede della Caritas di Khulna, terza città del Paese e capoluogo dell’omonimo distretto. Fra i promotori della settimana di incontri e confronti incentrata sul dialogo interreligioso - cui hanno partecipato oltre 60 cattolici, fra cui preti e suore - vi era anche la Commissione episcopale per l’Unità dei cristiani e il dialogo interreligioso (Ec-Cuird).  

“Abbiamo condiviso con loro - spiega p. Costa, segretario della Ec-Cuird - la nostra esperienza” in tema di dialogo interreligioso, e quali sono gli insegnamenti della Chiesa cattolica in materia, perché possano essere “formati in materia”. Fra i vari obiettivi, aggiunge, vi è anche quello di “creare un ambiente favorevole” al dialogo e al confronto, perché i cattolici possano contribuire “alla rimozione dei conflitti confessionali”. 

Mons. Bejoy N. D’Cruz, presidente della Commissione episcopale, sottolinea l’importanza di “condividere” esperienze “con persone di fede diversa”, ascoltare “i loro racconti” e comprenderli in un’atmosfera amichevole. “Il dialogo interreligioso non è di una parte - aggiunge - ma è uno scambio di opinioni in un clima di rispetto”. Per il vescovo il dialogo deve portare alla comprensione degli insegnamenti e dei principi di una religione diversa e ricorda che la diversità resta sempre un valore. 

Fra i vari partecipanti AsiaNews ha raccolto il parere di Marino D’Mondol, il quale è entusiasta dell’iniziativa dalla quale ha potuto trarre importanti insegnamenti. “Ho imparato come parlare con un musulmani, un indù e persone di altre fedi” spiega l’uomo, che intende “rispettare” l’altrui pensiero in occasione di un futuro incontro e confronto. 

“Se tutti conoscessimo il dialogo interreligioso e lo mettessimo in pratica nella vita quotidiana - aggiunge l’insegnante - non vi sarebbero conflitti di natura confessionale, guerre, attacchi estremisti nel Paese e nel mondo”. 

Durante le lezioni sono intervenuti anche un esperto di legge islamica, Alamgir Hossain, e uno studioso indù, Ashok; entrambi hanno sottolineato il valore del dialogo fra fedi diverse, prendendo spunto dagli insegnamenti della rispettiva religione. Una presenza significativa, in un momento difficile del Paese (musulmano sunnita) e caratterizzato da attacchi mirati e violenze contro blogger e minoranze. 

P. Noren Baidya ha concluso ammettendo che la situazione in tema di dialogo interreligioso in Bangladesh “non si può definire soddisfacente” e per questo è “necessario” potenziare attività, iniziative, occasioni di incontro e confronto, facendosi promotori in prima persona. 

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