Bangladesh, cristiani chiedono rappresentanza nelle elezioni del 2026

Un gruppo di leader delle comunità cristiane ha incontrato il Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP) - ampiamente favorito con l'esclusione dell'Awami League - chiedendo liste inclusive ed eque. Dal segretario Alamgir rassicurazioni su un Paese “non settario” e riforme per tutelare le minoranze. La società civile sollecita seggi riservati per le comunità indigene e parità di genere. Dall'Unione europea 4 milioni di euro per un processo democratico trasparente.

di Sumon Corraya

Dhaka (AsiaNews) - Mentre il Bangladesh si prepara alle elezioni nazionali previste per l’inizio del 2026, i leader della società civile e i gruppi minoritari esortano i partiti politici a garantire che le votazioni siano inclusive, eque e credibili a livello internazionale. Tra questi, i leader cristiani hanno recentemente incontrato Mirza Fakhrul Islam Alamgir, segretario generale del Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP) - il partito di Khaleda Zia e Tariqeu Rahman, ampiamente favorito - con l'esclusione dalle urne dell'Awami League dell'ex premier Sheickh Hasina - per sollecitare la rappresentanza e il riconoscimento delle istanze della loro comunità.

All’incontro, tenutosi presso l'ufficio della presidenza del BNP a Gulshan il 13 ottobre, hanno partecipato i rappresentanti del Bangladesh Christian Forum. Fakhrul ha ribadito l’impegno del BNP a costruire un Bangladesh senza divisioni, affermando: “Crediamo tutti che il Bangladesh sia un Paese non settario e vogliamo coltivare e rafforzare questo ideale come nazione”. 

I leader cristiani hanno espresso il desiderio di vedere candidati della loro comunità inclusi nelle liste elettorali del BNP e le loro questioni riflesse nel manifesto del partito. Hanno sottolineato che senza una rappresentanza politica le loro voci rimangono inascoltate nel processo decisionale nazionale.

Questo appello all’inclusività è stato ribadito il 27 ottobre a Dhaka, durante una tavola rotonda dal titolo “Elezioni parlamentari nazionali inclusive ed eque: le aspettative della società civile nei confronti dei partiti politici”, organizzata dal progetto Sushil di ActionAid Bangladesh e Prothom Alo, con il sostegno dell’Unione Europea. L'evento ha riunito leader di vari partiti politici, organizzazioni della società civile e gruppi minoritari.

Sanjeeb Drong, cattolico e segretario generale del Bangladesh Indigenous Forum, ha sottolineato le barriere strutturali che devono affrontare le comunità indigene. “Non è possibile per nessun indigeno vincere le elezioni per ragioni numeriche”, ha affermato, sostenendo la necessità di riservare dei seggi in parlamento. Ha esortato, quindi, i partiti a impegnarsi a favore dei diritti delle comunità indigene, dell’occupazione, della proprietà terriera e della diversità culturale nei loro programmi elettorali.

Salahuddin Ahmed, membro del Comitato permanente del BNP, intervenendo alla tavola rotonda, ha riconosciuto i limiti del passato e ha promesso riforme più ampie se il BNP tornerà al potere. “Accoglieremo varie proposte da persone di tutte le classi e professioni”, ha affermato. Sottolineando anche la necessità dell’indipendenza giudiziaria, della libertà dei media e dell’empowerment degli elettori: “Il ruolo degli elettori sarà primario, mentre l’applicazione della legge sarà secondaria”. Ha anche assicurato che il BNP si impegnerà per garantire la rappresentanza dei gruppi etnici, delle tribù, delle religioni e delle caste nella formazione del parlamento e valuterà la possibilità di rendere gratuita l'istruzione secondaria in base alle capacità finanziarie.

Nayeb Ameer Syed Abdullah Mohammad Taher, membro del partito islamista Jamaat-e-Islami, anch’egli presente alla tavola rotonda, ha sottolineato l'importanza degli impegni televisivi dei partiti politici e del governo a garantire elezioni eque. Ha avvertito che se le elezioni non si svolgono in modo equo, dovrebbero essere annullate e riprogrammate. Taher ha lamentato la mancanza di un voto equo negli ultimi cinquant'anni, attribuendo a questo la stagnazione del Paese. “Tutti i partiti devono rispettare il codice di condotta elettorale”, ha affermato, aggiungendo che la sincerità dei partiti politici e l'imparzialità dell'amministrazione sono fondamentali per elezioni credibili.

Akhtar Hossain del Partito Nazionale dei Cittadini (NCP) ha sottolineato la necessità di transizioni di potere pacifiche e ha criticato il mancato rispetto delle elezioni dirette per le candidate donne. “Ne abbiamo discusso a lungo, ma il sistema ha ostacolato il processo”, ha affermato, ribadendo l'impegno dell'NCP a favore dell'emancipazione femminile. Anche l’educatrice Rasheda K. Chowdhury ha avvertito che senza la volontà politica le donne continueranno ad essere emarginate. “Il denaro e il potere muscolare hanno sempre messo le donne in secondo piano nelle elezioni”, ha affermato.

L'Unione Europea, che ha stanziato 4 milioni di euro a sostegno di elezioni credibili in Bangladesh, ha ribadito il proprio sostegno all'impegno della società civile e all'educazione degli elettori. Con l'avvicinarsi delle elezioni, la comunità cristiana del Bangladesh e altri gruppi emarginati stanno intensificando le loro richieste di rappresentanza, trasparenza e riforme, nella speranza che le loro voci possano plasmare il futuro della nazione.

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