Bangladesh, i vescovi mandano laici e sacerdoti ‘a scuola di teologia’

La Conferenza episcopale e il Seminario maggiore hanno tenuto un seminario per capire come migliorare l’insegnamento della dottrina cattolica. Secondo i prelati solo attraverso uno studio maggiore della teologia la Chiesa in Bangladesh potrà diventare più attiva.

di Sumon Corraya

Dhaka (AsiaNews) - Corsi di teologia dedicati al clero e ai laici cattolici per rendere la Chiesa del Bangladesh più attiva. È con questo obiettivo che la Conferenza episcopale del Paese e il Seminario maggiore hanno organizzato un seminario nazionale che si è chiuso ieri, in cui si è discusso di come migliorare l'insegnamento della dottrina cattolica.

All'incontro hanno partecipato 62 intellettuali, sei vescovi e 30 sacerdoti. "La Chiesa - spiega ad AsiaNews Nirmol Rozario, segretario generale della Bangladesh Christian Association - non è fatta solo del clero, ma anche di noi laici, che abbiamo assoluto bisogno di studiare di più la teologia".

Tra i relatori del seminario vi era anche mons. Patrick D'Rozario, arcivescovo di Dhaka e presidente della Conferenza episcopale del Bangladesh. "Vogliamo che i laici cattolici - ha detto - siano più preparati sulla dottrina, e perciò avvieremo dei corsi ad hoc".

In Bangladesh l'islam è religione di Stato. Su una popolazione di circa 163,6 milioni di persone, l'89% sono musulmani, il 9,6% indù e appena lo 0,4% cristiani (per lo più cattolici). 

 

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