Bangladesh: Musulmane per nascita, cristiane per amore a Cristo (più che al marito)

Maria e Teresa si sono convertite al cristianesimo per sposarsi. I matrimoni si rivelano fallimentari: il marito della prima beve ed è un violento; il secondo non vuole lavorare. Entrambe però, scelgono di restare fedeli ai loro uomini e a Cristo. “Un amore diverso”, dice Maria, “che mi rende felice”.

di Maria Gomes

Dhaka (AsiaNews) - Musulmane per nascita, cristiane per amore. Accade spesso in Bangladesh di imbattersi in equazioni simili. Il matrimonio infatti è una delle ragioni principali per cui avvengono le conversioni nel Paese. In questi casi, può sembrare difficile parlare di conversione "genuina", dettata da un'autentica ricerca di Dio. Tuttavia, non è raro trovare donne che vivono una fede piena e matura, anche quando l'unione sentimentale, invece, vacilla.

È il caso, per esempio, di Maria. "Da ragazza - racconta ad AsiaNews - mi sono innamorata di questo giovane. Volevamo sposarci, ma lui era cristiano, così ho deciso di lasciare l'islam e farmi anch'io cristiana. Dopo il matrimonio però, è cambiato tutto: ho scoperto che è un ubriacone, e quando beve diventa violento". L'amore dei primi tempi cede il passo alle botte e alle offese. Eppure, la donna non ha mai pensato di abiurare il cristianesimo e tornare musulmana: "Mio marito si è rivelato un'altra persona. Con lui però ho trovato Gesù, che è un amore diverso, ma sono felice così".

La situazione di Teresa è ancora più difficile. È giovane e anche lei viene da una famiglia islamica. I genitori non la ostacolano quando decide di convertirsi al cristianesimo per sposare il suo attuale marito, cattolico. Pur con dispiacere, la accompagnano e la sostengono in questa sua scelta di fede. Ma anche per Teresa il matrimonio si rivela qualcosa di diverso da quello che aveva immaginato. Il marito è uno sfaticato, con poca voglia di lavorare. In più, è malato di cuore: ha bisogno di cure e visite mediche continue. La loro unione però porta anche due bambini. All'improvviso, tutto ricade sulle spalle di Teresa, che fatica a mantenere i figli, occuparsi della casa e sopportare i capricci del marito.

A un certo punto, la sua famiglia d'origine interviene: "Lascia quell'uomo, torna con noi insieme ai bambini". "No - risponde Teresa - mi sono fatta cristiana, mi piace la messa. Il parroco mi dà una mano. Ho promesso fedeltà a quest'uomo. Resto". Anche un sacerdote suo amico, che l'ha seguita e sostenuta nel suo cammino di fede, è stupito dalla forza e dalla convinzione mostrate dalla giovane sposa: "Anche se con dispiacere, non mi sarei stupito se avesse deciso di separarsi e tornare con i suoi. È costretta a subire di tutto dal marito, con in più la preoccupazione e la difficoltà di pensare da sola ai suoi bambini. Invece, ha una grande fedeltà anche alla dimensione religiosa che ha scelto. È cristiana perché ha deciso di accogliere Cristo".

 

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