Ciclone Aila: in Bangladesh si profila un disastro umanitario

Oltre 500mila sfollati, vivono in gran parte per strada o in barche. Mancano cibo e medicine e le fonti d’acqua sono contaminate. Si diffonde la diarrea, che minaccia di diventare una vera epidemia.

di William Gomes

Dhaka (AsiaNews) – Si aggrava la situazione di circa 500mila vittime del ciclone Alia in Bangladesh, ancora non raggiunte dai soccorsi e prive di riparo, cibo e acqua potabile. Cresce a 168 il numero ufficiale di morti, ma fonti ufficiose parlano di oltre 200. Ora il pericolo sono le malattie infettive, che hanno già colpito migliaia di profughi.

Migliaia di abitanti dei villaggi nelle province meridionali di Bagerhat, Satkhira, Khulna, Bhola e Noakhali sono privi di cibo e acqua potabile. Secondo dati ufficiosi, nella regione ci sono già almeno 2mila casi di diarrea per la scarsità di acqua potabile (le fonti sono contaminate) e le cattive condizioni igieniche. Le autorità sanitarie parlano di circa un milione di persone colpite.

Kazi Atiur Rahman, ufficiale del subditretto di Dakop, parla di 4mila persone affette da diarrea nella zona di Kamarkhola, Sutarkhali, Tildanga e Banishanta.

Ci sono già 8 morti ufficiali per diarrea nel solo Patuakhali, ma il timore è che scoppi una vera epidemia.

Oltre alle decine di migliaia di abitazioni distrutte, molte altre sono danneggiate e di fatto inabitabili. Secondo Abdur Razzak, ministro bengalese per il Cibo e la gestione dell’emergenza, più di 500mila persone sono senzatetto. Parte di loro hanno trovato rifugio negli appositi centri di accoglienza, ma molti di più ora vivono lungo le strade, presso le dighe, dentro barche.

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