Dhaka, riposerà in un cimitero cristiano la donna vittima di un omicidio

L’identità della vittima, il cui cadavere è stato trovato il 30 aprile ai margini di una strada, è ignota. Le autorità hanno affidato alla Chiesa cattolica il compito di seppellirla perché indossava una medaglietta con l’immagine della Vergine Maria. Il corpo presentava segni di violenze.

di William Gomes

Dhaka (AsiaNews) – L’identità resta ancora sconosciuta, ma potrà almeno riposare in pace – sepolta in un cimitero cristiano di Dhaka – la donna bangladeshi vittima il 30 aprile scorso di un probabile caso di omicidio. Per più di due settimane il corpo è rimasto custodito in un obitorio. Il 16 maggio scorso il giudice ne ha ordinato la sepoltura con rito cristiano; la decisione è stata presa perché la donna, quando è stata uccisa, indossava una collana con l’immagine della Vergine Maria.

 

Sahjahan Hossain vice-ispettore di polizia a Badda – un sotto-distretto di Dhaka – riferisce che “il 30 aprile scorso abbiamo trovato in un tombino a margine della strada, un cadavere di donna avvolto nelle coperte”. Il corpo presentava segni di torture e abusi, in particolare sul collo e sulla testa. Ma ad attirare maggiormente l’attenzione degli agenti è stata la medaglia con l’immagine della Madonna, che la donna indossava al momento dell’omicidio, e dalla quale hanno dedotto la “probabile” fede cristiana.

 

Il cadavere della donna è rimasto chiuso all’obitorio per 19 giorni, senza che alcuno procedesse all’identificazione. Giornali e tv ne hanno diffuso l’immagine, ma ciò non è servito a dare un nome alla vittima. Il 16 maggio scorso il giudice capo di Dhaka ne ha disposto la sepoltura nel cimitero cristiano della capitale; la polizia, intanto, ha aperto un’inchiesta per omicidio a carico di ignoti.

 

In un primo momento le autorità hanno chiesto l’intervento di Anjuman Mopfidul, che si occupa della sepoltura di corpi non identificati. Egli si è opposto, spiegando che la donna indossava una medaglia cristiana e non andava sepolta con i musulmani.

 

Quando la polizia ha rilasciato il nulla osta, p. Joyti Costa, della cattedrale di St. Mary, ha celebrato le esequie e provveduto a dare una degna sepoltura al cadavere. Una decisione accolta con favore da attivisti per i diritti umani, che plaudono alla scelta della Chiesa cattolica di “guardare prima di tutto all’amore verso la persona, piuttosto che alla fede religiosa di appartenenza”.

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