Elezioni generali: “improbabili” prima di 6 mesi

Il governo annuncia che il riesame delle liste elettorali richiederà anche 6 mesi di tempo. Intanto in una settimana di stato d’emergenza la polizia arresta 2mila persone, tra cui attivisti politici della Awami League.

Dhaka (AsiaNews/Agenzie) – Le prossime elezioni parlamentari in Bangladesh potrebbero subire un ritardo di 6 mesi, tempo necessario a detta del governo provvisorio per preparare una corretta lista degli elettori. Lo ha reso noto ieri Tapan Chowdhury, tra i consiglieri dell’amministrazione ad interim incaricata di condurre il Paese verso le elezioni. Intanto continua lo stato d’emergenza dichiarato la settimana scorsa per far fronte alle tumultuose proteste e scontri tra fazioni politiche e agli scioperi che per settimane hanno bloccato l’economia nazionale.

 

Ora il governo, guidato da Fakhruddin Ahmed, istituirà un comitato per valutare quanto tempo e denaro serviranno per compilare le schede elettorali. Chowdhury ha poi aggiunto che alcune persone ritegono possibile concludere l’operazione nell’arco di 6 mesi. Inizialmente l’appuntamento alle urne era previsto per il prossimo 22 gennaio; ma appena una settimana fa - su pressione dell’opposizione capeggiata dalla Awami League (Al) – il presidente del Bangladesh Iajuddin Ahmed lo ha rimandato dopo aver dichiarato lo stato d’emergenza ed essersi dimesso da capo del governo provvisorio. La Al e i suoi alleati lo accusavano di non essere neutrale e avevano annunciato il boicottaggio delle elezioni, convinti che le autorità avrebbero aggiunto 14 milioni di “cittadini fantasma” alle liste elettorali, a favore dell’uscente partito al potere, il Partito nazionalista del Bangladesh (Bnp).

 

Sotto lo stato d’emergenza la polizia ha pieni poteri; finora gli arresti compiuti sono circa 2mila, tra cui risultano numerosi attivisti politici della Al.

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