Mymensingh, inaugurato il primo museo 'missionario' della Chiesa cattolica

S’intitola “Ama Achik Rosong Museum” e vuole preservare la cultura garo e il ricordo dei missionari che qui hanno portato la fede cristiana. La diocesi conta circa 90mila fedeli e 16 parrocchie. I giovani conoscono poco la cultura d’origine e le proprie radici. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti.

di Sumon Corraya

Mymensingh (AsiaNews) – In Bangladesh è stato inaugurato il primo museo della Chiesa cattolica, dal nome di “Ama Achik Rosong Museum” (museo della madre garo orgogliosa). Esso sorge a Mymensingh, accanto alla cattedrale di St. Patrick, e servirà a preservare la cultura tribale garo e a ricordare il contributo dei missionari per la Chiesa locale. Apurbo Mrong, del comitato del museo, aggiunge che l’istituto “vuole incoraggiare i giovani a riscoprire la propria cultura, la lingua, i costumi e il cibo”.

La cerimonia d’inaugurazione si è tenuta il 10 gennaio dopo la preghiera e la benedizione di mons. Ponen Paul Kubi, vescovo di Mymensingh appartenente all’ordine dell’Holy Cross. Erano presenti 300 cattolici, tutti di etnia garo. La diocesi conta circa 90mila cattolici e 16 parrocchie. Apurbo racconta che “in passato i garo veneravano la natura. Poi sono giunti i missionari cattolici che hanno iniziato a predicare il messaggio di Dio. Ora quasi il 100% dei garo sono cristiani. Vogliamo ricordare il loro contributo attraverso il museo”.

Il museo è un edificio a due piani con un auditorium intitolato a p. Eugene Eduard Homrich, missionario dell’Holy Cross che ha lavorato per 60 anni nella zona. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti. All’interno sono esposti abiti tradizionali, foto dei missionari, dei cibi e dei rituali tribali. Il luogo di cultura è stato fortemente voluto dalla diocesi. All’inaugurazione, mons. Kubi ha detto: “Finalmente si avvera il mio desiderio di avere il museo, sono molto felice di poterlo aprire. A causa della globalizzazione, la nostra cultura, la lingua e gli strumenti sono scomparsi quasi del tutto. Due anni fa abbiamo lanciato questa iniziativa, in modo che le nuove generazioni possano essere ispirate dalle proprie tradizioni e radici”.

Per poter costruire il museo, la diocesi ha fatto domanda alla Bangladesh National Museum Authority. I cattolici hanno avuto colloqui con il presidente dell’autorità e visitato diversi musei nel Paese e all’estero. Per il giovane Prodip Rema, “poter visitare l’Ama Achik Rosong Museum è una grande gioia. Ho imparato molte cose della nostra cultura e dei missionari che da queste parti sono una leggenda. Ringrazio davvero il vescovo per questa iniziativa”.

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