Premio "al coraggio" per uno scrittore bangladeshi sopravvissuto ad un attentato

Ahmedur Rashid Chowdhury, noto con il soprannome di Tutul, è scrittore ed editore. Egli ha vinto il Pinter International Writer of Courage Award. Lo scorso anno è stato ferito in modo grave con colpi di machete e di pistola da parte di fondamentalisti. Ora è esiliato in Norvegia con la famiglia. Sfida chi lo critica a “rispondermi con la letteratura, e non con la violenza”.

Londra (AsiaNews) – Lo scrittore ed editore bangladeshi Ahmedur Rashid Chowdhury, noto con il soprannome di Tutul, ha ricevuto ieri a Londra il premio “International Writer of Courage”, conferito dall’associazione internazionale di scrittori English PEN. Lo scorso anno egli è sopravvissuto ad un attentato compiuto da estremisti islamici, che lo hanno ridotto in fin di vita a colpi di machete e spari di pistola per le sue idee progressiste. Ricevendo il premio, Tutul ha sfidato chi lo critica a “replicare alle mie idee con la scrittura, invece che con la violenza. In Bangladesh qualcuno sta facendo enormi sforzi per riportare indietro la macchina della civiltà e ripetere gli eventi e le bugie dell’epoca dei barbari”.

Tutul è editore, scrittore e fondatore della rivista e casa editrice “Shuddhashar”, che ha sede a Dhaka. Con il suo lavoro promuoveva le opere progressiste di scrittori e blogger locali.

A causa dell’attentato, lui e la sua famiglia sono stati costretti a fuggire in Norvegia, dove vivono tutt’ora. Ieri ha affermato: “Stiamo sfidando questo processo [di ritorno ad una civiltà barbarica] attraverso il pensiero razionale e le nostre opere. Sfidateci con la letteratura. Non emettete fatwa per uccidere me e gli altri. Non coprite assassini che hanno coltelli e pistole”.

Dal 2015, da quando è iniziata un’ondata di violenze islamiche contro editori, blogger, liberi pensatori, attivisti democratici e membri delle minoranze religiose indù e cristiana, sono stati uccisi almeno nove scrittori.

Tutul ha dichiarato che, ad oggi, non esistono le condizioni per ritornare nel proprio Paese. “Sto valutando – dice – modalità alternative per continuare il mio lavoro”. Ma poi ammette: “Mi manca il mio Paese. Tutto il mio lavoro l’ho svolto in Bangladesh ed è difficile ricominciare altrove. Sogno di continuo il giorno in cui potrò ritornare”.

Dal 2009 l’associazione English PEN assegna il Pinter International Writer of Courage Award e il PEN Pinter Prize a coloro che si sono distinti per la propria “fiera determinazione intellettuale”, che “descrivono la vera realtà della vita e della società” e sono “perseguitati per avere espresso le proprie opinioni”.

La nota scrittrice Margaret Atwood, che ha vinto quest’anno il PEN Pinter Prize, ha riferito: “È un onore poter condividere questo premio con Tutul. Non solo egli ha dimostrato coraggio personale di fronte alle avversità, ma ha anche rischiato tutto per poter dare voce a molti bangladeshi che altrimenti rischiano di rimanere in silenzio, a causa della violenza e dell’incertezza”.

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