Ragazza Garo molestata da un musulmano: la protesta della comunità

La 15enne stava tornando a casa da scuola. L'uomo l'ha trascinata nella foresta con l'intenzione di violentarla. È stata salvata da un conducente di risciò. La comunità scende in piazza: "Più sicurezza per le nostre ragazze e pene severe a chi commette questi crimini".

di Sumon Corraya

Tangail (AsiaNews) - Una ragazzina di 15 anni è stata salvata da un tentativo di stupro da parte di un giovane musulmano a Jalchatra, nella regione di Tangail (Bangladesh centrale). Rupa Rema (nome di fantasia), appartenente alla minoranza della comunità tribale Garo, stava tornando a casa da scuola: un tragitto lungo che, per alcuni chilometri, si snoda all’interno della foresta. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata raggiunta da Abdur Rauf, giovane musulmano di 25 anni, che avrebbe prima avanzato proposte indecenti alla minorenne, poi, dopo un primo rifiuto da parte della ragazza, avrebbe tentato di violentarla trascinandola con forza all’interno della foresta.

Le urla di Rupa hanno richiamato l’attenzione di Sabuj Miha, proprietario di un risciò, che passava lungo la strada adiacente. L’uomo ha prima immobilizzato il 25enne e ha poi chiamato la polizia.

Ora la comunità di Jalchatra, e in particolare i compagni, i genitori e gli insegnanti della scuola Corpus Christi High School frequentata da Rupa, chiedono giustizia. Nella giornata di ieri, circa 300 tra ragazzini e adulti si sono trovati lungo la strada principale di Jalchatra e hanno formato una catena umana invocando un processo giusto e una punizione esemplare per il violentatore.

"Sono venuto a conoscenza dell'incidente – ha detto p. Donel Stephen Cruze, parroco di Jalchatra -. La studentessa è originaria del villaggio di Jangalia della nostra parrocchia. Vogliamo che il colpevole venga processato e punito per ciò che ha fatto”. Anche il cattolico Robinson Khan, della Corpus Christi High School e organizzatore della manifestazione, ha sottolineato l’importanza di una punizione giusta, che funga da deterrente per coloro che sono inclini ad abusi di questo tipo. “Molte delle nostre ragazze per tornare a casa devono attraversare da sole lunghi tratti di foresta – ha dichiarato Khan ad AsiaNews -. Chiediamo un supporto da parte della polizia locale affinché le nostre studentesse non debbano costantemente sentirsi in pericolo”.

In Bangladesh gli abusi da parte della maggioranza musulmana verso le minoranze religiose sono molto frequenti e a subire maggiormente questo tipo di violenze sono proprio le ragazze minorenni.

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