Torna a casa la ex premier Hasina

Il governo ad interim revoca il bando per il rimpatrio alla leader della Awami League, che ieri è arrivata a Dhaka. Accusata di omicidio e corruzione la Hasina avverte le autorità: “Non permettermi di rientrare è stato un errore e lo sarebbe anche un mio eventuale arresto”.

Dhaka (AsiaNews/Agenzie) - L'ex primo ministro del Bangladesh Sheikh Hasina è arrivata ieri a Dhaka dopo la revoca da parte del governo del bando contro il suo rientro. Hasina, leader della Lega Awami (AL) e capo del governo tra il 1996 e 2001, sarebbe dovuta rientrare un mese fa da un viaggio negli Usa, ma è stata bloccata a Londra, dove la British Airways ha rifiutato di emetterle la carta d’imbarco.

Le pressioni dell’opinione pubblica e della comunità internazionale hanno costretto le autorità a tornare sui propri passi. Sono state così annullate le misure contro Hasina e la sua rivale, il primo ministro uscente Khaleda Zia, misure che intendevano costringere all'esilio le due protagoniste della politica nazionale.

Khaleda Zia, leader del Bangladesh Nationalist Party, è stata accusata di corruzione e costretta agli arresti domiciliari nella sua abitazione a Dakha. Per ottenere la scarcerazione del figlio minore, arrestato pochi giorni prima, aveva dovuto promettere di recarsi in esilio volontario in Arabia Saudita. La Zia è chiamata ora a rispondere dell’accusa di corruzione, come pure Sheikh Hasina, sul cui capo pende anche l’accusa dell’omicidio di 4 avversari politici, uccisi durante le manifestazioni dell’ottobre 2006 nella capitale. “Il governo ha fatto un grande errore nel non permettermi di rimpatriare e ripeterà lo stesso errore se mi arresterà”, ha dichiarato Hasina all’aeroporto, mentre per le strade i suoi sostenitori gridavano minacciosi: “Si sparerà in ogni casa se Hasina verrà arrestata”.

 

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