Abu Dhabi e Delhi vogliono raddoppiare il commercio a 100 miliardi

I negoziati dovrebbero chiudersi entro fine 2021. La firma degli accordi all’inizio del nuovo anno. Interessati petrolchimico, tessile, gioielleria e attrezzature mediche. Ministro degli Emirati: l’obiettivo è di “rafforzare la nostra posizione come porta di ingresso globale verso Africa, Asia e Europa”.

di Dario Salvi

Abu Dhabi (AsiaNews/Agenzie) - Entro i prossimi cinque anni gli Emirati Arabi Uniti (Eau) e l’India intendono raddoppiare il commercio bilaterale sui prodotti non petroliferi, toccando quota 100 miliardi di dollari (circa 85 miliardi di euro). Di recente Abu Dhabi ha rafforzato i legami con le economie in rapida crescita, guardando oltre il Medio oriente per investire nei mercati dell’Asia del Sud e del Sud-est, e rilanciando l’immagine di hub globale per gli affari e la finanza, in una competizione serrata con Riyadh, il rivale regionale.

I due governi si preparano a intavolare colloqui attorno a un patto economico che mira a promuovere affari, investimenti e posti di lavoro come conferma il ministro degli Emirati per il Commercio estero Thani Al Zeyoudi, in visita a New Delhi. Durante la missione egli ha intrattenuto colloqui approfonditi con la controparte indiana Piyush Goyal, fissando “un calendario molto aggressivo e ambizioso” con negoziati che dovrebbero chiudersi “entro dicembre 2021”.

“La speranza - ha aggiunto Goyal - è di firmare accordi formarli all’inizio del 2022”. A inizio settembre il governo degli Emirati ha annunciato un lavoro intenso di messa a punto di “accordi economici globali” con nazioni che mostrano “alto potenziale di crescita” in Asia come in Africa. Al contempo, l’India sta cercando di rafforzare i rapporti commerciali e puntellare la ripresa economica dopo la crisi innescata dalla seconda ondata di Covid-19, alimentata dalla variante Delta che ha avuto origine proprio in territorio indiano.

Delhi è già il secondo partner commerciale degli Eau, con un volume di circa 40 miliardi di dollari nel commercio non petrolifero prima della pandemia. E gli indiani sono fra i gruppi di immigrati per numero nel Paese del Golfo e fra le principali fonti di rimessa estera. Infine, l’India è un mercato importante per le compagnie aeree di bandiera, Emirates ed Etihad. E sul piano politico, gli emiri hanno aiutato a mediare i colloqui tra India e Pakistan a inizio anno.

Il ministro Goyal ha affermato che i due Paesi si concentreranno su alcuni specifici settori: petrolchimico, tessile, gioielleria, attrezzature mediche e tecnofinanza. Sul piatto anche la produzione agroalimentare, un elemento chiave per gli Emirati, nazione desertica e dipendente dalle importazioni che già dal 2019 ha lanciato investimenti pari a sette miliardi di dollari per creare un “corridoio alimentare” e sostenere lo sviluppo dell’agricoltura indiana. L’obiettivo degli Emirati, ha concluso Al Zeyoudi, è di “rafforzare la nostra posizione come porta di ingresso globale verso Africa, Asia ed Europa”. 

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