Aggredito un seminarista salesiano in Maharashtra

È accaduto due giorni fa vicino Nashik, famoso luogo di pellegrinaggi indù. Il vescovo locale inserisce l’episodio nella campagna anti-cristiana in atto in India che vuole far passare per proselitismo il ministero sociale della Chiesa. Superiore provinciale salesiano: l’episodio non fermerà il nostro impegno tra poveri ed emarginati.

di Nirmala Carvalho

Mumbai (AsiaNews) – “La Chiesa indiana, da sempre impegnata in modo gratuito nell’emancipazione dei poveri attraverso il suo ministero sociale, oggi si trova vittima di una propaganda che ingiustamente l’accusa di proselitismo”. È la constatazione di mons. Valerian D’Souza, vescovo di Poona, la diocesi dove due giorni è avvenuto il pestaggio di un giovane seminarista salesiano.

 

Paulus Kongadi, 24 anni, è stato aggredito lo scorso 8 luglio nel villaggio di Chandsi, vicino a Nashik, Stato di Maharashtra. Il seminarista stava andando in bicicletta a svolgere l’abituale programma domenicale tra i giovani del villaggio, ai quali insegna dei giochi e la lingua inglese. Ad un certo punto un gruppo di 8 uomini non identificati lo hanno attaccato alle spalle e lo hanno colpito con bastoni da hockey e cricket alle gambe e alla schiena. Il suo compagno Justin lo ha trovato sul bordo della strada sanguinante e lo ha subito portato all’ospedale. Ora sta bene, ma lo shock è stato forte; anche tra gli abitanti locali, che non possono credere all’accaduto.

 

Il seminario salesiano ha circa 30 anni e ospita 56 studenti di filosofia e 17 novizie. Nashik è un importante centro di pellegrinaggio per gli indù.

Il Superiore provinciale dei salesiani a Mumbai, p. Ivo Coelho, spiega ad AsiaNews che questo “è il primo attacco contro di noi e ci coglie di sorpresa, anche perché non ne capiamo il motivo; i nostri sacerdoti e seminaristi lavorano nell’estremo rispetto del luogo e della religione indù”. Il caso di Valerian - afferma il sacerdote - “non ci impedirà di portare avanti il nostro ministero; anzi: provare in modo concreto le sofferenze patite da Cristo sulla Croce ci rafforza nella fede e nella testimonianza di Lui”.

 

Secondo mons. D’Souza, l’incidente si inserirebbe nella vasta campagna anti-cristiana in atto in India, dove frange di estremisti stanno cercando di fiaccare l’influenza della Chiesa nella società montandole contro una “falsa propaganda di conversioni e proselitismo”.

 

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