Alluvioni in Uttarakhand, sacerdote: Dio non è colpevole per i disastri naturali

I cattolici di Mumbai hanno partecipato a una novena per i pellegrini indù rimasti colpiti dalle alluvioni in Uttarakhand. P. Savio de Sales, l’organizzatore, ricorda l’importanza della custodia del creato da parte di tutti gli uomini. Per lui “il mondo è impantanato in una palude di secolarismo, relativismo e indifferenza religiosa. La Parola di Dio ci insegna ad amare i nostri nemici; a fare del bene a chi ci perseguita; a offrire compassione, gentilezza e perdono”.

di Nirmala Carvalho

Mumbai (AsiaNews) - "Ringraziamo il Signore per tutte le grazie spirituali e corporali donate alle centinaia di migliaia di pellegrini in questo luogo santo. Preghiamo per un nuovo ordine mondiale, una trasformazione della società e una conversione dei cuori". È l'invito fatto alla comunità cattolica di Mumbai da p. Savio de Sales, direttore delle Pontificie opere per l'arcidiocesi, durante la novena per Nostra Signora del Perpetuo soccorso dedicata ai pellegrini indù colpiti dalle alluvioni in Uttarakhand. Il sacerdote, che è anche parroco di Nostra Signora delle vittorie a Mahim, ha voluto preparare la cerimonia dopo aver letto un post su Facebook, in cui qualcuno scriveva: "In mezzo a questa grande tragedia, Dio decide di guardare dall'altra parte".

P. de Sales ha voluto rispondere a queste parole, invitando a riflettere sull'importanza di proteggere e custodire il creato: "Mentre chiniamo le nostre teste e ci uniamo in preghiera per quelli che hanno perso la vita e che continuano a soffrire per le alluvioni e le frane in Uttarakhand, [pensiamo che] non è Dio ad aver voltato lo sguardo... ma l'uomo. Questo è un disastro provocato dagli uomini. Dopo tutti i discorsi sul 'cambiamento climatico' e il 'riscaldamento globale' poco o nulla è stato fatto! Se ciascuno di noi facesse qualcosa nel suo piccolo per salvare la Madre terra, potremmo fare la differenza".

Così, spiega il sacerdote, addossare a Dio la "colpa" di una catastrofe come quella che ha colpito lo Stato indiano settentrionale, è solo un modo facile per non riflettere su dove sta andando l'umanità. "Il mondo - afferma p. de Sales - si trova impantanato nella palude di un secolarismo che desidera creare un mondo senza Dio; di un relativismo che soffoca i valori eterni e intoccabili del Vangelo; di un'indifferenza religiosa che permane indisturbata per quanto riguarda il bene superiore di Dio e della Chiesa. Questa lotta fa innumerevoli vittime, all'interno delle nostre famiglie e in particolare tra i nostri giovani. Siamo caduti preda di un mondo che ci insegna a vivere un'esistenza che contraddice i valori del Vangelo. La Parola di Dio ci insegna ad amare i nostri nemici; a fare del bene a chi ci perseguita; a offrire compassione, gentilezza e perdono. Un Vangelo che ci insegna a non giudicare e che non saremo giudicati. Eppure, sembra che abbiamo ceduto alle vie del mondo che sono in contrasto con quello che Gesù si aspetta da ognuno di noi".

Oltre alla novena, l'arcidiocesi di Mumbai ha voluto esprime il proprio sostegno anche con un comunicato ufficiale. "Speriamo - ha scritto mons. Agnelo Gracias, vescovo ausiliare - che presto si possa alleviare la miseria umana causata da queste alluvioni. Con le nostre preghiere, chiediamo a Dio tutto il conforto e la consolazione per le vittime di questa catastrofe". 

 

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