Andhra Pradesh, indagini concluse sul rapimento del vescovo: tre sacerdoti arrestati

Si tratta di p. Nalladimmu Raja Reddy di Mylavaram, p. Lingala Vijaya Mohan Reddy, parroco di Vallur, e p. Sanivarapu Marreddy, parroco di Renigunta. Le indagini hanno rivelato che i tre erano risentiti per alcune decisioni di mons. Prasad Gallela, che non aveva concesso loro fondi e incarichi di prestigio.

Secunderabad (AsiaNews/Agenzie) – Erano risentiti per i nuovi incarichi ordinati dal vescovo. È questo il motivo che ha spinto tre sacerdoti della diocesi di Cuddapah, in Andhra Pradesh, a rapire il loro vescovo e a malmenarlo per ore. Lo riferisce Navin Gulati, sovrintendente di polizia che si occupa del caso di mons. Prasad Gallela, sequestrato a Kadapa dopo aver celebrato una funzione. Il funzionario ha spiegato: “Il motivo principale del rapimento è il rancore che i sacerdoti hanno maturato nei confronti del vescovo, che non aveva cooperato con i loro tentativi di saccheggiare i fondi della Chiesa”.

Il principale accusato è p. Nalladimmu Raja Reddy di Mylavaram, direttore della Scuola internazionale di Puja e fondatore della “Daddy Home”, nella circoscrizione di Jammalamadugu. Il secondo sacerdote coinvolto è p. Lingala Vijaya Mohan Reddy, parroco di Vallur; il terzo è p. Sanivarapu Marreddy, parroco di Renigunta, nel distretto di Chittoor.

I tre sacerdoti sono tra le 14 persone arrestate nei giorni scorsi dalla polizia. Sono accusate di rapimento a scopo di estorsione, tentato omicidio, lesioni, danni e cospirazione criminale. Dalle indagini è emerso che il 25 aprile scorso i criminali hanno bloccato l’auto sulla quale viaggiava mons. Prasad, poi lo hanno bendato e condotto in un luogo segreto. Qui gli hanno chiesto un riscatto di 5 milioni di rupie [oltre 65mila euro], e lo hanno minacciato di morte nel caso in cui si fosse ribellato. Poi lo hanno rapinato dei soldi che aveva con sé in quel momento – circa 2mila rupie [25 euro] –, tre bancomat, una catenina d’argento alla quale era appeso un crocifisso, e il telefono cellulare.

Nel frattempo i malviventi hanno rinchiuso l’autista del vescovo, Vijay Kumar, in un’altra macchina, dove è stato malmenato e derubato del bancomat, da cui sono stati prelevati subito circa 46mila rupie [600 euro].

Dopo aver picchiato il vescovo per tutta la notte, riuscendo a farsi consegnare un riscatto di 2 milioni di rupie [oltre 26mila euro], i rapitori hanno abbandonato lui e l’autista sull’autostrada per Tadipatri, a circa 90 km dalla città.

Le indagini hanno rivelato che i sequestratori avevano tentato più volte l’azione ai danni del vescovo, colpevole di non aver soddisfatto le loro richieste di fondi. P. Raja Reddy aveva chiesto dei finanziamenti; p. Marreddy voleva essere nominato procuratore; p. Mohan Reddy alla direzione di un college. Il vescovo però aveva rifiutato di concedere i soldi e nominato altre persone per gli incarichi richiesti.

A quel punto p. Raja Reddy ha contattato Jeereddy Govardhan Reddy, un suo parente arrestato nelle indagini e capo della gang criminale, che ha offerto agli altri rapitori una ricompensa di 120mila rupie [1.800 dollari] a lavoro concluso.

P. Sudhakar, della diocesi di Kurnool, ha condannato il gesto dei tre sacerdoti: “Essi sono stati sviati dal potere e dal denaro, e hanno fatto un grande danno alla Chiesa”. P. Jayaraj, un altro sacerdote della stessa diocesi, conferma: “Coloro che credono nel potere del denaro si allontanano dal Signore. Hanno complottato contro un servitore del Signore”.

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