Attentato al “treno dell’amicizia”, 66 vittime

Altri 13 passeggeri sono ricoverati in condizioni gravi. Secondo Delhi ed Islamabad, l’azione è opera di terroristi che intendono destabilizzare i rapporti fra i 2 governi. Confermata la visita ufficiale del ministro degli Esteri pachistano in India.

Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Sono almeno 66 le vittime dell’attentato che ha colpito questa notte il “treno dell’amicizia”, la ferrovia che unisce India e Pakistan, vista come segno di distensione fra le 2 nazioni. Le autorità hanno anche confermato che sono stati ricoverati almeno altri 13 feriti, molti dei quali in gravi condizioni per ustioni estese a tutto il corpo.

 

Laloo Prasad Yadav, ministro indiano delle Ferrovie, ha spiegato alla stampa che “2 bombe rudimentali, probabilmente contenute in  valigie, sono scoppiate a bordo di altrettante carrozze, innescando un vasto incendio che ha rapidamente avvolto il convoglio e i suoi passeggeri”. Le vittime “sono morte carbonizzate”.

 

Il ministro ha sottolineato che “l’intenzione dell’attentato è chiara: destabilizzare i rapporti fra India e Pakistan. Per arrivare a questo, non sono stati risparmiati degli innocenti”. Le autorità hanno poi ritrovato altri ordigni, sparsi fra i vagoni risparmiati dallo scoppio ed i binari.

 

Il portavoce del primo ministro indiano Manmohan Singh ha affermato che “con ogni evidenza l'incendio sul treno è stato causato da un atto di terrorismo”. Lo stesso premier ha poi espresso in un messaggio pubblico “dolore ed angoscia” per l’accaduto ed ha promesso che “i colpevoli saranno presi”. La maggior parte delle vittime sono pachistani.

 

Anonimi responsabili dei servizi segreti hanno collegato l'attentato alle esplosioni (sempre di matrice terroristica) che hanno devastato alcuni treni e stazioni ferroviaria della capitale finanziaria Mumbai l'11 luglio 2006, causando 186 morti e oltre 800 feriti.

 

Tali attentati avevano indotto l'India a sospendere per diversi mesi il processo di pace avviato nel 2004 con il Pakistan, accusato da New Delhi di ospitare militanti responsabili delle esplosioni. Questa volta, invece, i 2 governi hanno già espresso l’intenzione di proseguire nei dialoghi di pace.

 

Il ministro degli esteri del Pakistan, Kursheed Mehmood Kasuri, ha deciso di non cancellare la sua visita in India, prevista per domani. Il suo portavoce, Tasnim Aslam, ha detto: “Perchè dovremmo cambiare? Il Pakistan condanna questo atto di terrorismo in cui sono andate perdute molte preziose vite umane, ma questo non può fermare i buoni rapporti fra India e Pakistan”.

 

Tuttavia, ha concluso, “è responsabilità delle autorità indiane provvedere alla sicurezza dei suoi treni all'interno del suo territorio. Ci aspettiamo che le autorità dell'India puniscano i responsabili”.

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