Attivista indiano: Libertà religiosa, base per la vita umana e la democrazia

Lenin Raghuvanshi commenta per AsiaNews il discorso di Benedetto XVI al corpo diplomatico. La vita e la dignità umane sono connesse alla libertà religiosa, valore fondamentale di ogni società che si definisce democratica. Se essa viene negata, lo Stato viene spinto verso il fascismo.

di Lenin Raghuvanshi

New Delhi (AsiaNews) – “Benedetto XVI è stato assolutamente chiaro e corretto: la base della stessa vita umana è la libertà religiosa”. Essa è anche “uno dei valori democratici fondamentali più legati allo sviluppo”. Lenin Raghuvanshi, attivista indiano per i diritti umani e ateo dichiarato, commenta così il discorso del Papa al corpo diplomatico. Raghuvanshi, insignito nel 2010 del Weimar Human Rights Award e del Gwangju Prize for Human Rights nel 2007, definisce le proteste del Cairo contro il Vaticano “assurde e condannabili”. Quando si parla di diritti umani, niente è “inaccettabile ingerenza” o “questione interna”: perché i diritti dell’uomo sono universali.

In ogni angolo del mondo qualsiasi violazione deve essere denunciata; la disuguaglianza e l’ingiustizia devono essere combattute. Facciamo parte di un’umanità comune, e siamo legati da interessi e valori condivisi.

Alcuni valori sono universali: la libertà di praticare la propria fede senza paura o restrizione è uno di quelli, e deve essere osservata ovunque. Senza alcuna ingerenza da parte dello Stato.

Lo Stato ha il compito di provvedere alla sicurezza di tutti i suoi cittadini, ed è un Paese fallito quello che vede i cristiani uccisi per la loro religione, come nel caso dell’Egitto. Il Papa deve richiamare l’attenzione del mondo a questa tragica situazione.

La libertà religiosa è il fondamento per una società democratica e laica, in particolare quelle società pluraliste in tutto il mondo. Se [la libertà religiosa] viene negata, lo Stato e la società sono spinti verso uno Stato fascista. E in uno Stato fascista, la comunità di maggioranza nega alle minoranze il diritto di praticare la loro fede e svolgere i propri rituali religiosi di culto. È il caso per esempio di Indonesia, Pakistan e Medio Oriente, dove i non musulmani sono presi di mira. In Gujarat invece sono i musulmani le vittime; a Kandhamal erano i cristiani i perseguitati.

La vita e la dignità umane sono connesse alla libertà religiosa: quando una persona è libera di esprimere la sua spiritualità e le sue aspirazioni umane, ha la forza di sperare in un futuro migliore.

La libertà religiosa oltre a essere il primo diritto umano è anche uno dei valori democratici fondamentali più legati allo sviluppo. È la base per il futuro della società; per creare nuovi legami e una maggiore comprensione tra le nazioni del mondo; aiuterà l’umanità a diventare una società più giusta e libera.

Nel discorso al corpo diplomatico il Papa è stato assolutamente corretto, e la storia è anche la testimonianza che quando la libertà religiosa viene negata, dà luogo all’estremismo violento. La via che i leader mondiali devono seguire per sradicare gli estremismi e combattere una tale violenza è garantire e proteggere la libertà religiosa in un governo inclusivo.

(Ha collaborato Nirmala Carvalho)

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