Bihar, arrestate quattro persone: hanno convertito "con la forza" un dalit all'islam

A sporgere la denuncia è stata la moglie del convertito. Quest'ultimo ha dichiarato però di essere diventato musulmano per scelta. Leader cristiano denuncia: "Se le conversioni forzate sono perpetrate da radicali indù, sono considerate 'ritorni a casa'".

di Nirmala Carvalho

Mumbai (AsiaNews) - La polizia del Bihar ha arrestato quattro persone, accusate di aver costretto una famiglia dalit a convertirsi all'islam. A sporgere denuncia è stata Yasoda Devi, residente nel villaggio di Rampur Khurd, che ha formulato l'accusa contro sette persone. Nel First Information Report (Fir), la donna ha dichiarato che alcuni abitanti del villaggio hanno convertito con la forza suo marito, Rajkishore Ram, e di aver ricevuto minacce di morte perché anche lei abbracci l'islam.

L'arresto è avvenuto l'11 settembre scorso, ma la situazione è ancora da chiarire. Interrogato dalla polizia, il marito ha riferito di essersi convertito di sua spontanea volontà.

Secondo Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), negli Stati indiani in cui si avvicinano le elezioni "si sta delineando uno schema ben preciso, secondo cui i radicali indù hanno iniziato a demonizzare le comunità di minoranza. Quando elementi dell'hindutva sono coinvolti in conversioni forzate, queste sono considerate 'ritorni a casa'".

Tuttavia, sottolinea ad AsiaNews, "questa dicotomia è causa di profonda preoccupazione. Se un dalit sceglie di accettare un'altra religione di sua scelta, chi ha il diritto di impedirglielo? Il Gcic condanna ogni tipo di conversione forzata, ma chiede un'azione ferma da parte delle autorità per fermare le atrocità compiute per intimidire la comunità dalit". 

 

 

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