Card. Alencherry: la Chiesa indiana unisce popoli e culture

Sua Beatitudine George Alencherry, arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly dei siro-malabaresi (Kerala) è uno dei 22 nuovi cardinali creati da Benedetto XVI. La globalizzazione in India accresce il divario tra ricchi e poveri, ma la Chiesa “attraverso i suoi servizi educativi e sociali e il lavoro congiunto con governo e ong può limitarne gli effetti negativi”. Il sostegno del neo-porporato ai vescovi cinesi scomparsi.

di Nirmala Carvalho

Mumbai (AsiaNews) - L'India è un Paese dal "ricco patrimonio culturale e religioso", che la Chiesa ha il compito di preservare e valorizzare "educando la gente a sfuggire tensioni e conflitti, per "cercare l'unione" con l'altro. Così Sua Beatitudine George Alencherry, arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly dei siro-malabaresi, saluta la nomina a cardinale, ricevuta il 18 febbraio scorso (v. 18/02/2012, "Papa ai nuovi cardinali: Missione secondo la logica di Cristo, non quella del mondo"). Benedetto XVI ha conferito la berretta, l'anello e il titolo a 22 nuovi porporati. Unico altro asiatico insieme al card. Alencherry, John Tong, vescovo di Hong Kong. Di seguito, l'intervista esclusiva che il neo-porporato indiano ha rilasciato ad AsiaNews.

Eminenza, con la sua nomina l'India si arricchisce del suo sesto cardinale. Che valore ha la scelta di Benedetto XVI per il suo Paese e per l'Asia?

L'India è un grande Paese, con un ricco patrimonio culturale e religioso. L'Asia copre una vasta area del mondo, in cui ogni tradizione ha la sua importanza. Con la sua visione cristiana, la Chiesa ha il compito di unire popoli e culture, affinché tutti insieme possano contribuire al miglioramento dell'umanità.

Cosa pensa della crescente radicalizzazione della società indiana?

È essenziale osservare i movimenti della società, per dare una corretta direzione ed educare le persone. Dissapori e incomprensioni generano problemi tra le persone. Sempre più spesso vediamo emergere risentimento per i casi di ingiustizia e disuguaglianza, e questo crea situazioni di conflitto e tensioni. Bisogna guardare agli estremismi con grande attenzione ed educare la gente di rispondere a queste visioni con cautela.

Quali sono le sue preoccupazioni e le sfide per la Chiesa in India?

Una conseguenza della globalizzazione è il divario sempre più ampio tra ricchi e poveri. La Chiesa in India non può eliminare la globalizzazione. Tuttavia,  con suoi servizi educativi e sociali, e lavorando insieme a governo e ong, può dare un contributo significativo per limitarne gli effetti negativi.

La Chiesa indiana deve intensificare il suo lavoro per costruire la nazione. Rafforzare l'armonia all'interno della comunità e il dialogo interreligioso; lavorare per l'unione tra culture differenti; occuparsi dello sviluppo di poveri, emarginati, oppressi e donne. Infine, tutelare e difendere la libertà religiosa.

Un messaggio per la campagna lanciata da AsiaNews per chiedere la liberazione di tre vescovi e sei sacerdoti cinesi, scomparsi da anni e dei quali Pechino non dà più informazioni.

Attraverso il suo lavoro di agenzia missionaria, AsiaNews svolge un grande servizio per i popoli, le culture, i Paesi e la Chiesa dell'Asia. Sostengo in pieno la vostra causa. Quando delle persone sono imprigionare in modo ingiusto, dobbiamo lottare per la loro libertà.

 


V. 16/01/2012, "Appello: Vescovi e sacerdoti scomparsi o detenuti in prigione, a casa per il Capodanno cinese".

 

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